yuan digitale: la Cina è prossima al lancio sul mercato

yuan digitale cinese

Il progetto cinese di valuta governativa digitale procede spedito. Ormai siamo ai test finali dell’infrastruttura prima dell’adozione di massa. Riuscirà a cambiare il ruolo del dollaro nei mercati globali?

Abbiamo parlato di yuan digitale in questo articolo.

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La Cina si affretta al lancio dello yuan digitale. CBDC, in sigla, per Central Bank Digital Currency. Oppure DCEP, per Digital Currency Electronic Payment.

Da un lato quasi tutti i Paesi, soprattutto quelli occidentali, si affrettano a varare misure di emergenza per contrastare gli effetti della pandemia da coronavirus. Dall’altro lato, la Cina non mostra alcun segno di rallentamento del progetto di criptovaluta governativa, lo yuan digitale.

Nella regione di Shenzhen, ad inizio anno, 100.000 cittadini ricevono dalla lotteria 31 milioni di yuan digitali. Così possono convertirli agli ATM in denaro contante.

Mentre la Postal Savings Bank of China sviluppa carte wallet fisiche. Per custodire yuan digitali. In un modo facile ed accessibile anche per gli anziani, con meno dimestichezza per le valute elettroniche.

Ancora, la piattaforma di pagamento Alipay sviluppa strumenti per interagire con lo yuan digitale nell’area di Shanghai.

Obiettivo dell’iniziativa, per la banca centrale cinese, la People’s Bank of China, è l’utilizzo della moneta digitale come valuta M0.

Ossia, denaro contante in circolazione, come monete e banconote.

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Ce lo ricorda il Being Review, in un recente articolo. Ecco il link della pagina.

Questo il pensiero di Kevin Desouza. Docente di commercio, tecnologia e strategia presso la Queensland University of Technology, Australia.

La Cina sta accelerando lo sviluppo della sua CBDC, lo yuan digitale. In poche parole, lo vedono come un cruciale vantaggio competitivo nell’economia digitale.

Possiamo aspettarci che d’ora in avanti la Cina intensifichi questa iniziativa.

Queste invece le parole di Eswar Prasad. Docente di economia presso la Cornell University, USA. E socio anziano della Brookings Institution.

La Cina ha compiuto progressi significativi nello stabilire e perfezionare il design e le strutture concettuali per la sua CBDC. Ha reso il passaggio del denaro bancario da fisico a digitale sempre più una realtà.

Tuttavia, ci sono ancora delle questioni importanti da affrontare. In termini di scalabilità, interoperabilità e privacy nelle transazioni per gli utenti del DCEP.

Dopo i test pilota nelle principali aree metropolitane cinesi, la tabella di marcia 2021 prevede test in cinque regioni. Shanghai. Hainan. Changsha. Qingdao. Dalian. Xi’an.

Addirittura, in Cina si dà risalto al fatto che lo yuan digitale non richiederà una connessione a internet. Chiave di volta per la diffusione in aree più remote e rurali, dove l’accesso a internet è irregolare o addirittura inesistente.

Per i consumatori cinesi, l’adozione della valuta digitale sarà abbastanza intuitivo. In fondo, sono utenti abituati ai nuovi metodi di pagamento.

Ed il wallet dello yuan digitale, una volta scaricato sul proprio smartphone, è simile a quelli già ampiamente utilizzati in Cina su piattaforme di pagamento non bancarie. Come Alipay, o WeChat Pay. Le varie piattaforme commerciali e di comunicazione online si adegueranno.

Rendendo l’infrastruttura accessibile alle masse.

Altro aspetto: non servirà aprire un conto bancario in Cina per utilizzare lo yuan digitale. Sarà sufficiente un documento di riconoscimento. Una patente di guida. O semplicemente il numero di cellulare.

Così, il progetto introdurrà tante persone anche poco agiate e lontane dalle metropoli nel sistema finanziario nazionale e globale. Anche se, in verità, la Cina è già in gran parte cashless: lo yuan digitale non sconvolgerà in questo senso il settore retail.

Torniamo all’opinione del professor Desouza.

Il motivo dell’investimento della Cina in questo progetto è incrementare la credibilità e l’universalità della loro valuta. Oggi, lo yuan non è considerato una valuta principale.

Tuttavia, nel futuro, sono convinti che la CBDC arriverà a una posizione di leadership nel mercato delle valute digitali.


Lo stesso Desouza intuisce che una CBDC consentirebbe alla banca centrale di sorvegliare e controllare in maniera più efficace il flusso monetario tra i cittadini. Innanzitutto per contrastare la corruzione e l’utilizzo illecito del denaro. Ma non solo. Permetterebbe al governo di monitorare il sistema finanziario. E ridurre le possibilità di crisi.

Senza tanto girarci intorno.

Lo yuan digitale comporterà in Cina il sacrificio della privacy. Magari anche di alcune libertà di base. Infatti, il governo potrebbe facilmente negare l’accesso al sistema finanziario a critici e dissidenti politici.

Facciamo l’esempio di Hong Kong. Durante le recenti proteste, i manifestanti hanno atteso in lunghe file per acquistare biglietti della metropolitana con denaro contante. Per paura che, altrimenti, le autorità sarebbero riuscite a ricondurli alla zona della protesta e adottare misure punitive. Ebbene, osserva Marta Belcher, avvocato presso Ropes & Gray “Una società cashless è una società della sorveglianza”.

Sidharth Sogani è CEO di Crebaco. Società di ricerca crypto e blockchain. Per lui, nella corsa della Cina verso lo yuan digitale c’è posto anche per il Bitcoin.

Attualmente, la maggior parte dei Bitcoin viene minata in Cina. Quindi vedo un ulteriore motivo dietro l’impegno aggressivo verso la loro CBDC. Forse consentirà alla Cina di scambiare Bitcoin in modo più efficiente.

E nel resto del mondo?

Altri Paesi potrebbero raccogliere ed imitare l’esperienza cinese. Per creare, cioè, analoghe valute digitali governative. Ma, va detto, una siffatta CBDC non è replicabile dappertutto. In Cina, per cominciare, banche e piattaforme e-commerce possono essere sincronizzate facilmente. come spiega Yu Xiong, rettore internazionale nel Regno Unito della Surrey University e professore di analisi aziendale presso la Surrey Business School.

La maggior parte dei Paesi occidentali non sarebbe in grado di applicare una nuova politica e tecnologia correttamente. Quindi, il modello DCEP verrà implementato prima in Cina. E altri Paesi dovranno sviluppare gradualmente il numero di utenti e l’infrastruttura. Cosa che richiederà tempo.

E gli USA?

Chiaramente, arrivare prima sul mercato globale è fondamentale. Pur se lo yuan digitale non sarà la prima valuta digitale governativa: lo è stato il Sand Dollar delle Bahamas, ad ottobre scorso. Tuttavia, è chiaro che la valuta digitale cinese avrà una portata globale ben diversa.

Avrà il vantaggio di essere pioniere di questa tecnologia. Se un eventuale dollaro statunitense digitale dovesse arrivare dopo due anni, gli USA potrebbero perdere il mercato.

Per il professor Prasad, il dollaro non ne risentirà più di tanto.

Scalfirà a malapena lo status del dollaro come valuta di riserva globale dominante. I punti di forza del dollaro non sono solo nella profondità e liquidità dei mercati finanziari statunitensi. Ma anche nel quadro istituzionale che sostiene la posizione della valuta come bene rifugio.

In molti criticano il progetto della Cina per lo yuan digitale come uno strumento di controllo da parte del governo sui cittadini. Motivo in più per ritenere che dovrà essere adeguatamente corretto prima di essere imitato nei Paesi occidentali.

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FONTE: http://www.bjreview.com/

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