yuan digitale in Cina: completato il design del layer principale

yuan digitale cinese

Abbiamo parlato di yuan digitale in Cina in questo articolo.

Nuovo annuncio della Banca Popolare della Cina sullo yuan digitale. Completato il design del layer principale. Ed il joint testing. Avanti tutta con la prima Central Bank Digital Currency (CBDC) asiatica.

Lo riporta il quotidiano locale Sina. Con un articolo del 10 gennaio. Secondo il quale, la People’s Bank of China (PBoC) aggiorna sui puntuali sviluppi del progetto in Cina dello yuan digitale. Ossia, la moneta virtuale nazionale.

Tutto procede come pianificato. Risultano completati il design del layer principale e lo sviluppo degli standard pertinenti. Altresì, risultano condotte con successo le operazioni di ricerca e sviluppo e le fasi di joint testing della criptovaluta governativa. Tutto ciò, come chiarisce la banca centrale stessa, procede di pari passo con i piani per il miglioramento della sicurezza informatica del network del settore finanziario.

Si parla di test reale dello yuan digitale già dall’inizio di dicembre: sono già state scelte, infatti, le città pilota in Cina. La CBDC sarà “collaudata” prima nella città di Shenzhen. Poi, si pensa alla città di Suzhou. I settori in cui provarne l’uso saranno non solo quello bancario. Ma anche quello dei trasporti. Dell’istruzione. E della sanità.

In parallelo, chiaramente, occorre aggiornare adeguatamente il quadro normativo cinese.

Allo scopo, è entrata di recente in vigore la legge cinese sulla gestione delle password crittografiche. Finalizzata a stabilire degli standard per l’applicazione della crittografia e della gestione delle password.

Sale Lilly è analista cinese e docente di tecnologie blockchain presso la Rand Corporation, una società di consulenza USA. Costei ha dichiarato al noto portale di news del settore Cointelegraph:

La legge è altamente complementare a molti degli sforzi e dei compiti necessari per implementare una CBDC. Mettiamo che l’esperienza della Cina, nel tentativo di unificare gli standard crittografici del governo, raggiunga un livello vagamente simile a quella dell’esercito americano. Ebbene, in tal caso gli standard più elevati di crittografia e di fiducia permetteranno un’assimilazione più lenta da parte dell’utenza. Perciò, includere oracoli e agenti di fiducia nelle procedure di accesso alla blockchain privata o autorizzata di una CBDC implica un compromesso naturale. Tra sicurezza e velocità di inclusione dei partecipanti all’economica digitale. Ossia banche, venditori e una serie di entità governative cinesi che hanno ruoli finanziari e fiscali.

Insomma, con la spinta del governo, con l’adesione delle principali istituzioni nazionali coinvolte e con l’adozione di adeguati standard di sicurezza, il progetto dello yuan digitale non potrà che aver presa tra i cittadini della popolosa Cina. Sarà il primo, vero esempio di CBDC. Cui, verosimilmente, seguiranno altre. Un giorno, magari, avremo l’euro digitale. Chissà.

FONTE: http://finance.sina.com.cn/

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