Venerdì, 02 Febbraio 2018 12:00

visite fiscali: le regole 2018

Da gennaio entrano in gioco le nuove regole della riforma Madia sulle modalità di esecuzione delle visite fiscali. Vediamo in dettaglio. Da gennaio entrano in gioco le nuove regole della riforma Madia sulle modalità di esecuzione delle visite fiscali. Vediamo in dettaglio.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di regime di malattia per i lavoratori dipendenti.

Parliamo del DM 2016/17, il cosiddetto decreto a firma del ministro Marianna Madia. Quello che ha previsto, a partire dal 13 gennaio scorso, un nuovo regolamento per le visite fiscali ai dipendenti pubblici che, essenzialmente, tiene in conto a creazione apposita di un polo unico INPS, l'organo deputato alla verifica della reperibilità del lavoratore che, di principio, può venir attivato già 'dal primo giorno, se l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative, a ridosso di festività, domenica o giorni di riposo'.

Facciamo una rapida carrellata delle novità della norma Madia.

Intanto, la visita fiscale può essere attivata su richiesta del datore di lavoro. Non solo, anche direttamente per iniziativa dell'INPS. Ed essere effettuata già a partire dal primo giorno, durante le giornate festive e prefestive come il sabato e la domenica, ed ancora nelle giornate di riposo infrasettimanale conseguenti all'effettuazione di turni o servizi. Addirittura, durante le giornate di permesso o licenza concesse.

Funziona così, in caso di iniziativa del datore di lavoro: mediante i servizi online dell'INPS, costui richiede la visita fiscale, cioè il controllo medico fiscale del proprio dipendente. Il sistema rilascia quindi il numero di protocollo, attraverso cui il richiedente può conoscere in qualsiasi momento e in tempo reale lo stato di avanzamento della pratica fino all'esito dell'accertamento. Importante ribadirlo: una volta il controllo poteva essere richiesto solo un paio di giorni dopo la dichiarazione dell'evento morboso da parte del lavoratore; oggi è attivabile immediatamente, cioè è possibile ricevere la visita fiscale già nel primo giorno di assenza documentata dal certificato medico.

Andiamo avanti: il polo unico INPS per la visita fiscale. E' un organo centrale sia per gli statali che per i privati in malattia, con regole che prevedono fasce orarie per i controlli fiscali di 7 ore per la Pubblica Amministrazione e 4 ore per i dipendenti privati - ma si prevede che in futuro diventeranno 7 ore per tutti. Ancora, la riforma Madia contro i cosiddetti 'malati furbetti'  prevede nei prossimi mesi la possibilità di eseguire più visite fiscali nel corso dello stesso periodo di assenza indicato sul certificato medico fiscale. Incredibilmente, ai medici fiscali del polo unico INPS sono previsti 'bonus' in busta paga per chi farà più visite e controlli e, soprattutto, per chi coglierà in flagranza più assenteisti e finti malati.

Ecco intanto le fasce orarie per i controlli fiscali:

- dipendenti privati: dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 (totale, 4 ore)

- dipendenti Pubblica Amministrazione: dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 (totale, 7 ore).

Il lavoratore che esce di casa e non rispetta gli obblighi di reperibilità presso il proprio domicilio o residenza può incorrere in sanzioni e provvedimenti disciplinari se non giustifica adeguatamente tale comportamento - mediante prove certe e documentabili, non certo con autodichiarazioni. Stiamo attenti: l'obbligo di reperibilità è riferito a tutti i giorni, lavorativi non lavorativi e festivi. Eventuali esclusioni possono essere per patologie particolari o gravi che richiedono ad esempio terapie salvavita, o malattie per le quali è riconosciuta la causa di servizio e dagli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67 percento.

Altro chiarimento - semmai ce e fosse bisogno: le fasce suddette della Pubblica Amministrazione riguardano statali, comparto scolastico, militari, Polizia di Stato e Penitenziaria, Vigili del Fuoco, ASL, enti locali e via dicendo.

Con il decreto Madia cambiano anche le regole su chi viene escluso dall'obbligo delle visite fiscali, ossia dipendenti pubblici:

- con patologie gravi che richiedono terapie salvavita

- con causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all'ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella tabella E del medesimo decreto.

- con stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67 percento.

Vediamo alcuni casi di categorie lavorative particolari. Iniziamo dai dipendenti ASL, SSN, infermieri e medici: in tali casi, il datore di lavoro che intende richiedere le visite fiscali al proprio dipendente deve inoltrare la richiesta presso l'Ufficio Visite Fiscali della Medicina Legale competente per distretto territoriale. L'accertamento medico verrà quindi effettuato dai sanitari della Medicina Legale.

E arriviamo ai militari: i controlli fiscali possono essere disposti fin dal primo giorno, se ci si assenta nelle giornate immediatamente precedenti o successive a quelle non lavorative. Le quali, beninteso, sono le giornate festive, la domenica, le giornate di riposo infrasettimanale conseguenti all'effettuazione di turni o servizi, le giornate di permesso o licenza concesse. Oltretutto, le visite fiscali possono essere richieste dal Comandante di Corpo anche in considerazione della condotta complessiva del militare dipendente.

E finiamo con il comparto scolastico. Per loro è previsto che la mancata presenza sul posto di lavoro debba essere immediatamente comunicata all'amministrazione - all'istituto - entro la mattinata del primo giorno di assenza. L'ufficio, di conseguenza, può provvedere sin dal primo giorno di malattia ad inviare il controllo medico. Per quanto riguarda il trattamento economico degli insegnanti e personale scolastico, l'assenza inferiore a 10 giorni è pagata con il trattamento base - eccezion fatta per le assenze causate da infortunio sul lavoro, malattia professionale o causa di servizio, ricovero ospedaliero, day hospital o terapie salvavita.

Menzione a parte merita il caso della malattia del bimbo. E' previsto il non obbligo da parte di genitori e bambini di rispettare gli orari, in quanto per legge è previsto che entrambi i genitori, alternativamente, abbiano il diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a 3 anni. 

Qualche dettaglio su cosa succede durante il controllo medico della visita fiscale. Il medico incaricato dalla ASL si reca presso il domicilio del dipendente assente ed esamina il certificato medico rilasciato al lavoratore dal medico curante che ha verificato lo stato di salute ed ha indicato la prognosi. Poi, procede alla visita del paziente, a seguito della quale può prolungare la prognosi al massimo di ulteriori 48 ore, confermare la prognosi o modificarla in caso di miglioramento e mancata sussistenza di sintomi tali da impedire la ripresa del lavoro, invitando quindi il dipendente a tornare al lavoro. Eventualmente, in caso di dubbio diagnostico e di patologie specifiche, il medico fiscale può richiedere una visita specialistica alla quale il lavoratore deve obbligatoriamente sottoporsi.

Arriviamo al punto finale: chiediamoci che succede se il lavoratore non viene trovato a casa durante la visita fiscale. Ebbene, in tal caso viene formalmente invitato a presentarsi presso l'ambulatorio della ASL designato dall'autorità ispettrice, con l'obbligo perentorio di osservare giorno e orario indicato dal medico fiscale e preparare le carte che giustifichino l'assenza dal lavoro e dalla visita fiscale.

 

FONTE: https://www.guidafisco.it

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