Lunedì, 28 Maggio 2018 12:00

Venezuela: sanzioni e moniti dall'Europa

Venezuela, dopo le sanzioni USA ora ci mette contro anche l'Europa. Che giudica irregolari e non democratiche le recenti elezioni con vincitore (ancora) Maduro.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, della situazione politica e sociale in Venezuela.

L'Unione Europea ha annunciato di voler imporre nuove sanzioni "mirate e reversibili" contro il Venezuela: ecco il messaggio di Bruxelles al nuovo (meglio, confermato) governo di Caracas guidato dal presidente Nicolas Maduro, accusato a più voci di svariate irregolarità per le elezioni presidenziali, vinte dal suo Partito Socialista Unito del Venezuela con il 68 percento dei voti, lo scorso 20 maggio.

L'Unione Europea è quindi contraria al regime di Maduro e, dalle parole dei ministri degli esteri UE, "intende agire tempestivamente, in conformità con le procedure stabilite, per imporre nuove misure restrittive, mirate e reversibili, progettate in modo da non danneggiare la popolazione venezuelana, la cui sofferenza l'UE desidera alleviare".  Insiste il segretario di Stato per l'Europa, Michael Roth: "Non si trattava di elezioni libere, eque e trasparenti. Continueremo a discutere l'inclusione di altre persone nel programma di sanzioni, in modo che le misure possano essere formalmente decise a giugno".

Non è la prima azione dell'Europa: già a gennaio scorso aveva sanzionato ben 7 responsabili del governo venezuelano all'accusa di aver perpetrato gravi violazioni nei confronti dello stato di diritto e dei diritti umani, in relazione alla violenta repressione delle manifestazioni di opposizione cittadina tra aprile e luglio del 2017. Allora, le misure adottate si sono tradotte in sanzioni come il congelamento dei beni ed il divieto di visto per entrare nel territorio dell'Unione, più ovviamente all'embargo sulla fornitura di armi e sui materiali e mezzi tecnici che possono essere utilizzati contro la popolazione venezuelana.

Oggi Bruxelles rincara la dose: chiede nuove elezioni in Venezuela e dichiara di essere "profondamente allarmata dalle urgenti esigenze umanitarie della popolazione, comprese quelle dei numerosi cittadini europei che risiedono nel paese, ai quali è urgente fornire una risposta. Il peggioramento della crisi sta causando una massiccia emigrazione, che solleva sfide per le comunità ospitanti e per la stabilità regionale". Analoghe sono le parole dell'Alto rappresentante dell'Unione, Federica Mogherini, che si dice preoccupata per lo scenario politico venezuelano: "Il Venezuela ha urgentemente bisogno di una soluzione politica per porre fine alla crisi in corso e, in primo luogo, per rispondere alle esigenze umanitarie più pressanti della sua popolazione. L'UE ribadisce la necessità di ripristinare il processo democratico, nonché l'importanza che il paese si adoperi per trovare una soluzione politica e realmente negoziata”.

Quanto poi queste misure, moniti e dichiarazioni facciano effetto sul reale comportamento del governo Maduro è tutto da vedere: già appaiono più che concrete le misure varate dall'amministrazione USA, che fanno leva su economia e commerci. Servirà tutto questo ad inasprire gli animi o, finalmente, a spingere il dittatore caraibico a più miti pensieri?

 

FONTE: http://www.ilgiornale.it

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