Venezuela: riciclaggio di denaro con il Petro

Venezuela - Petro virtual currency

Si sospetta che il Petro sia usata dal regime venezuelano per il riciclaggio di denaro di dubbie origini. In teoria, la criptomoneta è coperta dalle ingenti scorte di petrolio. In realtà, pare sia utilizzata per fini illeciti.

Abbiamo parlato di monete virtuali di Paesi esteri in questo articolo.

Il portale di news spagnolo “Verifikado” ha diffuso per primo la notizia di illeciti sulla gestione del Petro. Parla di “gravi segni di riciclaggio di denaro sporco e altre irregolarità”.

L’articolo trae origine dalle analisi sulla blockchain della moneta virtuale condotte dalla Latin American Money. Un’azienda che studia rimesse e transazioni finanziarie in America Latina. E che afferma che il regime di Nicolas Maduro ha utilizzato la criptovaluta di Stato a fine illecito. Cioè, per iniettare fondi di provenienza sconosciuta nell’economia venezuelana.

Analizziamo i fatti. La prevendita del Petro è iniziata il 20 febbraio 2018. Il presidente Nicolas Maduro dichiarò subito di aver raccolto un totale di 735 milioni di dollari. In solo 20 ore dal debutto della moneta. Due giorni dopo, il 22 febbraio 2018, l’annuncio su Facebook. Aveva raggiunto il traguardo di un miliardo di dollari. Il denaro era già nelle sue mani, diceva. Tanto che era pronto ad iniettarlo nell’economia nazionale. Alla fine, il 26 aprile 2018, alla chiusura della prevendita, annunciò di aver raccolto 3,338 milioni di dollari.

Ma la blockchain non contiene informazioni su nessuna di queste vendite.

Ciò solleva forti sospetti sulla provenienza di tanto denaro. D’altronde, sono comparsi riferimenti ad accordi con una “compagnia fantasma”, tale Aerotrading. Che non risulta essere attiva nel mercato delle criptomonete.

Sintetizzando l’analisi della Latin American Money, sono tanti i segnali che dietro il Petro si celino attività illecite.

  • la violazione della proposta economica pubblicata nei vari whitepaper
  • la manipolazione delle notizie ufficiali. Per “pompare” artificialmente il suo valore
  • il cambio arbitrario della tecnologia della moneta. Da NEM ad una blockchain proprietaria, senza alcun preavviso
  • il sostegno economico sbandierato, verosimilmente fasullo
  • l’appropriazione indebita dei fondi raccolti con l’offerta iniziale
  • la manipolazione della commercializzazione dei token
  • l’inserimento forzato della criptovaluta nell’economia nazionale

L’analisi si conclude con il sospetto per il Petro di riciclaggio di denaro. E con il rischio di un imminente collasso economico nell’economia del Paese latino. Nel caso il Petro si diffondesse in profondità nei principali settori economici e nel risparmio dei cittadini. Perché il Petro tradisce in ogni modo lo spirito “libero” delle criptomonete. In realtà, è un asset completamente centralizzato e facilmente manipolabile.

FONTE: https://cryptonomist.ch

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