Domenica, 26 Agosto 2018 07:53

Venezuela: arriva il Bolivar 'leggero'

Ennesima puntata di una crisi che non conosce fine. Nel Venezuela di Nicolas Maduro, ecco il nuovo disperato tentativo per stabilizzare l'economia in picchiata e l'inarrestabile deprezzamento della moneta locale.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di crisi in Venezuela.

La crisi in Venezuela prosegue inarrestabile: la maxi svalutazione del Bolivar, l'economia al caos ed il delirio ai negozi. Delirio perché non funziona la mossa di Maduro di emettere il nuovo Bolivar con 5 zeri in meno: la confusione ai banchi dei mercati delle città è massima. La gente scappa dal Paese, mentre le Nazioni confinanti chiudono le frontiere per timore di immigrazione incontrollata.

La novità, come si accennava sopra, è che il Venezuela tenta una soluzione alla crisi economica con l'emissione, pochi giorni da, del nuovo Bolivar a 5 zeri in meno, il 'Bolivar soberano'. Risultati positivi nessuno, confusione tanta: i nuovi prezzi devono essere aggiornati attraverso la divisione delll'importo per 100.000. Ossia, fino a domenica sera il dollaro USA veniva scambiato sul mercato ufficiale per 250.000 bolivares, poi da lunedì è stata adottata la maxi svalutazione del cambio al 96 percento, in modo da allineare la moneta al valore reale (quello finora espresso dal mercato nero, secondo cui per un dollaro servivano 6 milioni di bolivares).

Per quanto detto, Con la nuova moneta 'leggera', il cambio con il dollaro è attualmente per 60 bolivares. Altro rapporto 'forzato' è quello del dollaro con il Petro, la criptovaluta venezuelana basata sul petrolio, attualmente valutata intorno ai 60 dollari l'una. Quindi, per un Petro occorrono circa 3.600 bolivares. Nel frattempo, il salario minimo legale viene aumentato del 3.000 percento.

Immaginate la confusione e la disperazione legata a questi farneticanti tentativi, diciamo pure 'giochi di prestigio', per illudere la popolazione che ci sia una ripresa economica: addirittura, lunedì scorso il presidente Nicolas Maduro ha proclamato una giornata festiva, al solo scopo di permettere ai commercianti di valutare come aggiornare i prezzi. Risultato, tanti negozi sono rimasti chiusi anche il giorno seguente: non è semplice capire bene il passaggio dai vecchi ai nuovi prezzi, nonostante il governo stia distribuendo delle 'calcolatrici sovrane' e pure un'applicativo software per aiutare il popolo a convertire gli importi.

Insomma, tanta confusione invece che gli auspici di calma e stabilità del governo: Steve Hanke della Johns Hopkins University, che segue la crisi venezuelana dall'inizio, ha stimato una inflazione annua al 61.500 percento giovedì scorso, aggiornata al 65.500 percento ieri. I prezzi non si stabilizzano affatto, non si stabilizza il cambio e non scompare la differenza tra cambio ufficiale e mercato nero: il cambio 'nero' del dollaro col Bolivar è a 75 (e non a 60, quello ufficiale) o più realisticamente a 100. Ossia, hanno eliminato gli zeri, ma le cause dell'iperinflazione sono rimaste intatte.

L'ovvia reazione della popolazione locale è quella di scappare verso situazioni migliori. I venezuelani continuano allora a fuggire: si stima si parli di 2,2 milioni di emigranti dal 2014, anno in cui ricorderete si cominciò a parlare di crisi nel Paese latino. Non è poco per una popolazione complessiva intorno ai 31 milioni di abitanti, intorno alla metà dell'Italia. La reazione, a sua volta, dei Paesi confinanti è la chiusura delle proprie frontiere: Perù, Colombia, Cile, Brasile, Ecuador. Si teme l'esplosione di ulteriori tensioni in tutta l'America Latina. Mentre la disperazione delle donne venezuelane, a caccia di dollari, si dice le spiga a prostituirsi al confine con la Colombia. Ed il governo di Caracas come replica? Nessuna risposta concreta, ma con l'introduzione delle nuove banconote 'leggere' sono ricominciate le ondate repressive ai danni dei commercianti, colpevoli a dire di Caracas di aumentare i prezzi senza una vera ragione. Nel frattempo, secondo la stima del Fondo Monetario Internazionale, l'inflazione potrebbe toccare il milione percento.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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