Venezuela: 4,5 milioni di barili di petrolio venduti per il Petro

Venezuela - Petro virtual currency

Abbiamo parlato di Venezuela e di Petro in questo articolo.

Petro e petrolio. Da un po’ non si parla della criptomoneta nazionale voluta dal presidente Nicolas Maduro e correlata alle riserve di oro nero venezuelano.

Il progetto per la valuta virtuale nazionale è stato lanciato ufficialmente nel febbraio del 2018. La prima criptovaluta nazionale al mondo supportata dal valore del petrolio. Pensate, alla fine del 2019 i pensionati del Venezuela hanno ricevuto il proprio bonus di Natale in Petro, invece che in moneta fiat.

Ricorderete che, negli intenti del governo di Caracas, il Petro è una moneta virtuale ancorata alle riserve di petrolio venezuelano. Ricorderete anche che da tempo l’amministrazione Trump ha fissato pesanti sanzioni per le compravendite di petrolio con il Paese latino.

Facciamo allora uno più uno.

Così è fin troppo chiaro che, con il meccanismo delle valute virtuali, Maduro voglia evitare le sanzioni USA. E quindi vendere, senza possibilità di blocco USA, il proprio petrolio attraverso la compravendita di valute virtuali. D’altronde, all’infuori del mercato del petrolio in America Latina, il Petro non ha altro motivo di esistere. Non è, cioè, un oggetto per speculazioni globali come Bitcoin e varie altre monete virtuali.

Detto ciò, torniamo all’idea di Maduro. Il quale pianifica di vendere buona parte del petrolio oggi presente nelle riserve della compagnia petrolifera statale a favore del Petro (PTR). Al fine di supportare l’utilizzo della criptovaluta nazionale. Il cui valore, come detto, è sintonizzato proprio alle riserve petrolifere del Venezuela.

In dettaglio, Nicolas Maduro ha approvato in questi giorni un’ordinanza specifica. Che autorizza la vendita di 4,5 milioni di barili di petrolio delle riserve della compagnia petrolifera nazionale Petróleos De Venezuela S.A. (PDVSA). Ne ha dato notizia nientemeno che durante il proprio discorso all’Assemblea Nazionale Costituente.

La vendita in questione è solo l’inizio.

Infatti, una volta terminata la vendita iniziale di 4,5 milioni di barili di petrolio, l’azienda petrolifera continuerà a vendere. Al ritmo di 50.000 barili al giorno, denominati in Petro. Alla fine, per il presidente ne gioverà il consolidamento del Petro, come afferma lo stesso presidente:

Ci stiamo preparando per la seconda fase, che consentirà un uso più efficiente della criptovaluta.

Non solo. Per disposizione diretta di Maduro, tutto il carburante per aerei utilizzato per coprire le rotte internazionali dovrà essere acquistato in Petro. Nella propaganda del presidente venezuelano, “questa iniziativa permetterà al Venezuela di aprire le porte ad una nuova economia. E di costruire un mondo di pace, integrazione, felicità e miglioramento dei popoli“.

Addirittura, il presidente si slancia ad affermare che il Petro sarà uno strumento utile alla lotta al crimine organizzato. Maibort Petit, scrittore e giornalista venezuelano, in un post su Twitter citale sue parole:

Molte persone non vogliono passare al Petro perché svolgono i loro affari in dollari. La mafia e i ladri in generale non apprezzano questa criptovaluta perché limita il loro operato.

Non è solo il governo USA a dissentire dalle parole di Maduro. Su Twitter, anche alcuni membri della comunità hanno fortemente criticato il nuovo piano per la criptovaluta venezuelana. Costoro sono convinti che il Petro sia “una rapina mascherata da 4,5 milioni di barili“. O, per altre voci, che la vendita del petrolio proveniente dalle riserve nazionali violi esplicitamente la costituzione del Venezuela.

FONTE: www.pdvsa.com

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