USA: via libera per le banche alla custodia di criptovalute

OCC USA

Per l’OCC, ente regolatore USA, le banche possono custodire, accanto ai prodotti di investimento tradizionali, anche valute virtuali. Un bel passo in avanti per l’adozione di massa degli asset di criptomonete.

Abbiamo parlato di sistemi di pagamento in criptovalute in questo articolo.

OCC sta per Office of the Comptroller of the Currency. Un ufficio del Tesoro stelle e strisce. L’autorità statunitense che vigila a livello federale sull’attività bancaria negli Stati Uniti. Il loro ente regolatore bancario, se volete.

Ebbene, questa authority USA si è pronunciata a favore della custodia di criptovalute da parte degli istituti di credito. Una pronuncia per lungo dibattuta e decisamente attesa dalla comunità di valute virtuali.

Ne dà ufficiale evidenza un comunicato pubblicato sul portale dell’authority datato 22 luglio. ecco il link del comunicato.

Si tratta di un passaggio quasi epocale. Certamente fondamentale nel processo evolutivo dei servizi bancari. E nell’offerta di prodotti innovativi all’investitore privato.

Beninteso, il comunicato è stato accolto anche con un certo scetticismo.

Perché si sa, negli USA come altrove un wallet di criptovalute ha caratteristiche di sicurezza molto diverse da un sistema di custodia per asset tradizionali. OCC prova a suo modo a chiarire:

L’OCC riconosce che, con la progressiva evoluzione tecnologica dei mercati finanziari, le banche e i service provider avranno bisogno di sfruttare nuove applicazioni e metodologie per fornire ai propri clienti alcuni servizi.

La decisione è direttamente applicabile a banche nazionali e casse di risparmio federali. A prescindere dalle dimensioni.

Brian Brooks è Acting Comptroller of the Currency. Costui ritiene che tali sviluppi siano necessari. Fondamentali, quasi, per modernizzare l’attività bancaria negli Stati Uniti:

Dobbiamo fare in modo che gli istituti possano rispondere alle necessità finanziarie dei loro clienti. Dalle cassette di sicurezza ai caveau virtuali.

Altra spiegazione fornita dal comunicato in parola. Il servizio di custodia di asset crypto a cura delle banche è legato al possesso delle chiavi private del wallet. Vale, per così dire, la celebre citazione di Andreas Antonopoulos:

Se non possiedi le tue chiavi private, non possiedi le tue monete.

Chiavi private in forma digitale, nel caso di criptovalute. Ma pur sempre chiavi. L’OCC ha poi aggiunto ulteriori elementi:

Le banche nazionali potranno custodire le chiavi di crittazione correlate agli asset digitali. Affidare ad un ente una chiave privata è equivalente ad accettare di depositare un bene fisico.

Il punto di vista di Brooks, di fatto, ha guidato questa importantissima decisione. Sotto la sua guida, l’OCC ora guarda con crescente favore alle tecnologie crypto come naturale evoluzione dei sistemi bancari.

Non a caso, Brian Brooks proviene dal team legale di Coinbase. Non stupisce, quindi, la sua idea di accelerare l’integrazione dei servizi crypto nel sistema finanziario americano. Ed il suo interesse a lavorare per migliorare le attività di custodia degli asset digitali.

FONTE: https://www.occ.gov/

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *