USA: l’amministrazione Biden favorirà gli asset crypto?

Nouriel Roubini

Secondo un noto detrattore delle valute virtuali, la nuova amministrazione USA osteggerà il mondo crypto con ancora più vigore di quanto abbia già fatto quella del presidente uscente Trump.

Abbiamo parlato del presidente eletto Biden e di criptovalute in questo articolo.

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Joe Biden attuerà politiche anti crypto ancora più vessatorie di quelle di Trump. Lo sostiene Nouriel Roubini. Economista statunitense di origini turche. Noto per le sue previsioni catastrofiche sul Bitcoin. Tanto da essere ribattezzato “Dr. Doom”. Come l’acerrimo nemico dei Fantastici 4.

Il 24 dicembre, vigilia di Natale, avveniva un acceso dibattito su Twitter. Il centro della discussione era proprio sulle possibili politiche crypto dell’amministrazione Biden. Ebbene, Roubini è intervenuto definendo il settore delle valute virtuali “una fogna”. Un termine estremo tipico delle catastrofiche previsioni dell’economista. Previsioni negative che, però, spesso si avverano.

Nel suo post, Roubini rispondeva ad un avvocato, tale Jake Chervinsky.

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Il quale parlava dell’eventualità che i legislatori USA richiedessero processi on-chain anti riciclaggio e di identificazione dei propri clienti (le norme AML e KYC), per i pagamenti in stablecoin.

Per Chervinsky, tale eventualità sarebbe non realizzabile. Sarebbe, oltretutto, il mero punto di vista personale di Steven Mnuchin. L’attuale segretario del Tesoro della presidenza Trump. Che verrà che presto sostituito Jane Yellen, scelta dal presidente eletto Biden.

Per Roubini, invece, c’è del vero. Anzi, il nuovo segretario al Tesoro Yellen renderà ancora più difficile il mercato crypto. Con buona pace dei sostenitori delle valute virtuali, come Chervinsky. Che Roubini definisce “cheerleader delle crypto”.

Nouriel Roubini - post su Twitter
post di Nuoriel Roubini – fonte Twitter.com/Nuoriel

Aldilà della discussione tra avvocato ed economista, con posizioni assolutamente estreme, restiamo ai fatti.

Certamente la notizia della SEC di avviare una causa contro Ripple ha incoraggiato gli scettici.

Mentre tutto hanno assistito al crollo del prezzo del token Ripple. Ma, si noti, l’andamento rialzista del Bitcoin e delle altre principali monete virtuali, Ethereum in primis, non è stato minimamente intaccato.

I timori restano, comunque, per l’impatto di un potenziale divieto governativo sul trend positivo del Bitcoin. Un timore sottovalutato dai sostenitori della criptovaluta. Secondo alcuni, il modo più efficace con cui governi potrebbero ridurre la domanda di un asset decentralizzato come il Bitcoin sarebbe il supporto a mercati basati su standard monetari centralizzati, come l’oro.

Ma vietare il Bitcoin non è facile.

Come sostenne nel 2019 Saifedean Ammous. L’autore del best seller “The Bitcoin Standard”.

Bitcoin non può essere vietato facilmente.

Se la gente vuole usarlo, troverà un modo. Se stai cercando di fermarlo, devi compromettere l’incentivo ad usarlo.

Il modo migliore per farlo è reintrodurre il mercato libero nel settore bancario basato sul sistema aureo.

Le opinioni di detrattori autorevoli del Bitcoin, come Nouriel Roubini o Paul Schiff, non vanno certamente sottovalutate. Ma potrebbero, addirittura, rivelarsi un fattore positivo. Perché, dati alla mano, più volte i loro legittimi sfoghi hanno contrassegnato precise fasi di prezzi minimi per le criptovalute. Come dire, potrebbero essere utilizzati come indicatori (involontari) per chi vuole trarre profitto dal mercato.

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FONTE: http://twitter.com/Nouriel

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