una tesi di laurea in criptomonete e blockchain

laurea e blockchain

Sicuramente il Bitcoin, le criptomonete, la blockchain in genere sono argomenti molto interessante in questi mesi. Anche per chi conclude l’università. E vuole cimentarsi in una tesi di laurea con temi estremamente innovativi ed attraenti per il mondo del lavoro.

Abbiamo parlato di blockchain in Italia in questo articolo.

Sei uno studente universitario che vuole elaborare una tesi in criptomonete e blockchain? Bene. Un argomento estremamente attuale, innovativo ed interessante in tanti aspetti. Innanzitutto, in chiave di ricerca di un lavoro post laurea. Vediamo allora come sviluppare un elaborato del genere.

Non è un argomento facile. Diciamolo subito. Si tratta infatti di un argomento su cui tanti scrivono e dicono la loro. Ma poi trarre le somme e capire come utilizzare i concetti in modo produttivo è assai arduo. Si rischia facilmente nel cadere nel banale e nella mera divulgazione tecnologica.

E poi, dobbiamo mettere in conto che, per chi scrive una tesi di laurea, il sapere su criptomonete e blockchain non è reperibile su libri universitari. Ancora, i docenti accademici sono spesso non adeguatamente aggiornati ad insegnare un tale argomento. Troppo recente, troppo innovativo. Bisogna mettere in conto di attingere da fonti online. Più o meno “scientifiche”.

Facciamo quindi un po’ d’ordine. Ecco di seguito alcuni punti utili ad elaborare una buona tesi di laurea in criptomonete e blockchain.

Iniziamo dall’argomento.

Occorre dettagliare l’attività cui la tesi si rivolge. Ad esempio fintech. Piuttosto che conservazione e gestione di normativa legale. Insomma, la disciplina cui applicare le tecnologie di cui parliamo. Magari, rivolgendoti come relatore ad un docente in grado di valorizzare, magari attraverso contatti con aziende e startup, le idee sviluppate con la tesi.

In questo senso, potrebbe essere strategico scegliere un relatore esterno. Appunto, una persona che ha sviluppato idee simili nel mondo “reale”. E con risultati e profitti misurabili. Che, oltretutto, possa supportare l’esposizione della tesi cogliendo meglio l’attenzione della commissione esaminatrice ed evitando potenziali incomprensioni. Tutto ciò rende maggiormente valido e concreto un elaborato di laurea in criptomonete e blockchain.

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Cerchiamo di evitare i tecnicismi.

Purtroppo la letteratura sull’argomento è zeppa di parole inglesi. Acronimi. Abbreviazioni. Insomma, fraseggio da “geek” che non verrebbe verosimilmente capito né valorizzato dalla commissione. Al contrario, è bene cercare di semplificare la trattazione tecnica. Con similitudini. Paragoni. Analogie. Tutto per evitare di dilungarsi in concetti difficili ed astratti o definizioni incomprensibili ad una commissione non adeguatamente “aggiornata”.

L’inizio è fondamentale.

L’introduzione di una tesi di laurea su criptomonete e blockchain è il punto più critico. Descrivere bene l’argomento della tesi è la chiave di volta per introdurre i concetti principali che poi saranno approfonditi. Senza perdere, anzi catturando subito l’attenzione della commissione. Poche righe ben comprensibili. Che, però, devono dimostrare senza dubbi la concretezza dell’elaborato. E la capacità di sostenere gli argomenti fino in fondo.

Ad esempio, un capitolo iniziale con un’introduzione sulle principali funzionalità e caratteristiche delle tecnologie della catena di blocchi e delle valute virtuali. Rispondendo a semplici domande:

  • cosa è la blockchain
  • cosa è il Bitcoin
  • quali loro caratteristiche vogliamo evidenziare
  • come vogliamo applicarle per gli scopi della tesi.

Utilizziamo forme grafiche, contenuti diversi e varianti di stile.

Questo è un consiglio che si applica benissimo ad articoli in genere. Inserire infografiche, casi studio, citazioni su criptomonete e blockchain
aiuta il testo di laurea ad essere più leggibile. Mantiene alta l’attenzione, spezzando il ritmo di lettura. Diversamente, il lettore può l’attenzione su una noiosa sequenza di righe di testo, sempre dello stesso formato grafico. Prendiamo spunto, ad esempio dall’infografica qui sotto.

infografica su dove si scambiano Bitcoin

Analogamente i casi studio, o “case studies“, rendono concreto quello di cui si sta parlando. Lo rendono più tangibile e quindi meno astratto. Pensate ad esempio a spiegare senza esempi concreti cos’è una catena di blocchi. O il meccanismo del consenso. O il problema della scalabilità. Infine, citare esperti del settore e riferire di loro esperienze e risultati può ulteriormente aiutare la comprensione e valorizzare l’esposizione.

Scegliamo bene le nostre fonti.

Questo è un altro punto cruciale. Purtroppo, un argomento così innovativo ha solo letteratura recente. E tutta online, chiaramente. Nel marasma di internet, si corre perciò il rischio di citare pubblicazioni e media poco affidabili. La soluzione è una sola: prestare molta attenzione alla qualità dei siti cui si attinge. E verificare, per quanto possibile, i contenuti utilizzati nella tesi. Diversamente, una sola fonte discutibile può rendere in un colpo solo l’intero elaborato di laurea spazzatura.

Ecco qualche spunto di lettura.

Un piccolo aiutino. Di seguito possiamo trovare pubblicazioni autorevoli che, soprattutto se non siamo esperti in materia, è bene consultare. E magari citare, dove opportuno, nell’elaborato della tesi.

  • “Mastering Bitcoin”, di Andreas M. Antonopoulos
  • “The Bitcoin Standard”, di Saifedean Ammous
  • “Blockchain Revolution”, di Don & Alex Tapscott
  • “Da Zero alla Luna”, di Gian Luca Comandini.

Per ultimo, diamo un’occhiata a chi ha già lavorato ad una tesi in criptomonete e blockchain. A questo link si ha accesso ad uno spazio pubblico su Google Drive in cui sono inserite alcune tesi di laurea cui potersi ispirare. Resta solo da augurare… buon lavoro!

FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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