Tether (USDT) è la terza criptovaluta per capitalizzazione

Tether stablecoin virtual currency

Il primo stablecoin per capitalizzazione è ora la terza criptovaluta in assoluto. E potrebbe indicare un pari aumento della domanda di Bitcoin.

Abbiamo parlato di stablecoin in questo articolo.

Avanza la capitalizzazione di Tether. Lo stablecoin USDT è giunto al terzo posto tra le criptovalute. Dopo Bitcoin, irraggiungibile, ed Ethereum. Ma scavalcando Ripple.

Tether diventa quindi la terza criptovaluta per capitalizzazione. Un traguardo impensabile fino a qualche mese fa. In dettaglio, il mercato dello stablecoin più diffuso, ancorato al dollaro USA, vale 8,79 miliardi di dollari. Il mercato del Bitcoin, per intenderci, vale più di 160 miliardi. Mentre quello di Ethereum vale più di 20 miliardi. Ripple, infine, si ferma a 8,6 miliardi.

In parallelo, guarda caso, si muovono le balene. Il servizio “whale alert” ha fatto notare, proprio oggi, i movimenti di ingenti somme di USDT. Il tutto è pubblicato su Twitter.

whale alert di Tether
whale alert: ingenti trasferimenti di Tether – fonte Twitter.com

Ecco una possibile spiegazione. Un costante aumento dell’offerta di Tether determina una sua crescita di capitalizzazione. E non è un caso che tutto ciò sia avvenuto accanto all’halving del Bitcoin. Concluso con successo ieri sera intorno alle 22, ora italiana.

Da allora, infatti, abbiamo assistito a enormi afflussi di Tether verso i maggiori exchange di criptovalute.

Primo tra tutti, Binance.

Per carità, è normale che un grande exchange custodisca una riserva quantità di Tether. In particolare, davanti ad un evento importante come l’halving del Bitcoin.

Ma altrettanto normale è considerare tali flussi di stablecoin come un robusto segnale rialzista. Tradotto: gli investitori si stanno preparando ad acquistare ingenti quantità di Bitcoin tramite USDT.

Brian Quinlivan è direttore marketing e social media di Santiment. Costui si è espresso come segue:

La maggior parte degli USDT non viene semplicemente acquistata dagli utenti sugli exchange per essere conservata all’interno di wallet. O per essere incassata tramite piattaforme come Coinbase. Quando la gente non usa USDT, il più delle volte lo scambia per Bitcoin.

È interessante notare come spesso la percentuale di USDT fluttui alcune ore o giorni prima che il prezzo del Bitcoin reagisca all’evento. Monitorare questo parametro può pertanto fornire ai trader un enorme vantaggio.

In effetti, Tether supera molte criptovalute non solo per capitalizzazione. Anche per volumi. E per numero di utenti. Poi, ricordiamo, la società che gestisce lo stablecoin ha recentemente ampliato la propria offerta. Oltre al dollaro statunitense, ha avviato il lancio di stablecoin ancorate allo yuan cinese. All’oro. Ed all’euro.

Accanto, sono nate molte alternative di stablecoin ancorate a dollaro. Come USDC, PAX e TUSD. Tuttavia, la coppia BTC / USDT rappresenta attualmente la maggioranza di tutti gli scambi tra Bitcoin e stablecoin. Andiamo ai grafici.

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Qui sotto un confronto tra i volumi degli stablecoin.

cryptocompare - volumi di stablecoin
andamento dei volumi di stablecoin – fonte CryptoCompare.com

Nei mesi scorsi si nota che la prevalenza di USDT sulle monete alternative era più marcata. Mentre ultimamente altri stablecoin, in particolare USDC, si stanno facendo avanti.

Buttiamo un occhio a quanto successo a marzo.

Grafico qui sotto.

cryptocompare - da Bitcoin a fiat o stablecoin
andamento degli scambi da Bitcoin a fiat o stablecoin – fonte CryptoCompare.com

Crollo dei mercati. Compreso il mercato del Bitcoin. E questo ha fatto rialzare a dismisura i volumi degli scambi da Bitcoin a stablecoin. Tether, soprattutto. Ad aprile, poi, la situazione si è stabilizzata. Ed i volumi di USDT sono infatti diminuiti circa il 26%.

Dallo stesso grafico notiamo, tra l’altro, come la moda di cambiare Bitcoin in moneta fiat (soprattutto dollaro USA) sia decisamente passata. Ormai il Bitcoin si scambia con USDT sue alternative. Evidente segnale della maggior fiducia dell’utenza verso il mondo cripto.

Concludendo, il futuro degli stablecoin appare molto roseo. Risulta insindacabile, infatti, la tendenza dell’utenza ad investire nel Bitcoin come bene di rifugio. Scambiandolo non con moneta fiat, soggetta a tasse e controlli spesso vessatori. Ma con stablecoin. Ossia, scambiando criptomonete (Bitcoin) con altre criptomonete (stablecoin). Restando nel lecito, ovviamente. Ma godendo di indubbi vantaggi in termini fiscali e tecnologici.

FONTE: https://www.cryptocompare.com/

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