Tether: stablecoin USDT ora anche su blockchain Algorand

Tether e Algorand

Aumenta il numero di piattaforme che supportano lo stablecoin di Tether. Dopo Ethereum, EOS e molte altre, ora approda anche su piattaforma Algorand.

Abbiamo parlato di stablecoin in questo articolo.

USDT aumenta il suo bacino di diffusione: Algorand la accetta come sua prima stablecoin.

Per chi non la conoscesse, la blockchain di Algorand è la prima, vera catena di blocchi Proof of Stake (PoS). Ossia, una catena di blocchi che non deve la sua sicurezza, scalabilità e distribuzione (i tre pilastri di una blockchain) alla “forza bruta” e terribilmente energivora dei miner. Nossignori, Algorand è già oggi quello che Vitalik Buterin vorrebbe fosse Ethereum domani. E non è tutto. Algorand è stata fondata da un brillante docente di informatica al MIT di Boston, USA. Silvio Micali. Italiano, una volta tanto.

Scusate la nota di orgoglio nazionale, ma quando ci vuole ci vuole.

Detto di Algorand, parliamo di USDT. Il primo, diffusissimo quanto controverso stablecoin ancorato su dollaro USA. Gestito dalla omonima società.

Ebbene, Tether parla di USDT e Algorand in un comunicato stampa del 10 febbraio. In cui annuncia che lo stablecoin su Algorand avrà tempi di conferma estremamente ridotti. Si parla di appena quattro secondi. E pure di commissioni molto basse: qualcosa come l’1% dell’importo da trasferire. Ecco le parole di Tether, per voce di Paolo Ardoino:

La nostra collaborazione con Algorand sfrutta la velocità e la sicurezza del protocollo di Algorand. Per offrire ai trader una liquidazione rapida ed una riduzione del rischio di controparte nelle loro transazioni fiat con asset digitali.

Sappiamo che USDT aggiunge Algorand ad una già lunga lista di blockchain che supportano lo stablecoin. Come Ethereum ed EOS. Liquid Network, Omni e Tron. D’altronde, Tether è leader nel mercato degli stablecoin. Dati di CoinMarketCap alla mano, USDT è una moneta virtuale con una capitalizzazione di mercato di 4,6 miliardi di dollari. Ed un volume di trading giornaliero di 46,1 miliardi di dollari.

Il mercato degli stablecoin è divenuto fiorente da tempo. Ormai attrae l’interesse di sempre più istituzioni finanziarie. Comprese banche centrali e grandi gruppi tecnologici. Addirittura, sappiamo che sei banche internazionali hanno firmato lettere di intenti per emettere stablecoin. Basati sulle proprie valute nazionali ed operanti sulla blockchain di IBM. Dal significativo nome: World Wire.

FONTE: https://algorand.foundation

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