approfondimento: le strategie di investimento in criptomonete #1

strategia di investimento

La domanda delle domande. Qual’è la strategia di investimento più efficace per chi vuole investire in criptomonete. Bella domanda. Chiaramente, la risposta inizia con un “dipende”. Proviamo quindi a dare tutti gli elementi di risposta.

Abbiamo parlato di andamento del Bitcoin in questo articolo.

Prendiamo spunto da un interessante articolo di Cointelegraph. Per rispondere ad un quesito tra i più ricorrenti: quale strategia di investimento adottare per investire con successo nel mercato delle criptomonete.

Come abbiamo detto, non esiste una risposta univoca a questa domanda. Dipende dalla predisposizione al rischio di chi investe. Dagli obiettivi che costui si pone. E dalla sua competenza nel mercato delle monete virtuali e delle tecnologie della blockchain. Ancora, dipende da specifici fattori di situazione del mercato. Che sono, manco a dirlo, costantemente mutevoli e difficilmente prevedibili.

Diciamo un’altra cosa. Ogni strategia ha i suoi risvolti positivi. E negativi. L’approccio migliore, tanto per mettere in chiaro il primo elemento di risposta, è quello di suddividere il capitale in più portafogli di investimento. Alcuni con obiettivo di medio – lungo termine. Altri finalizzati al trading. Altri ancora al lending. In modo da ottimizzare i vantaggi e bilanciare gli svantaggi di ciascuna di queste tecniche. Ammortizzando i rischi complessivi ma, chiaramente, anche i guadagni.

Cominciamo dal parlare di un portafogli di investimento in criptomonete con l’obiettivo a medio – lungo termine.

Il concetto chiave in questo caso è buon rendimento, minimo stress. In tale prospettiva, la strategia è relativamente semplice da implementare, richiede poca esperienza nel settore, non assorbe tempo nel leggere ogni giorno le novità del mercato. Infine, se ben strutturata, non ci espone al rischio di immobilizzare il capitale in sofferenza per un eccessivo periodo di tempo.

Per chiarire meglio i concetti che seguiranno, diamo un’occhiata al grafico qui sotto. Rappresenta la psicologia dell’investitore durante le varie fasi della bolla di un asset.

psicologia tipica di investimento
andamento tipico della psicologia dell’investitore soggetto a bolla speculativa

La linea rossa rappresenta la quotazione dell’asset. Ad esempio, una criptomoneta particolarmente speculativa e dalla gestione poco trasparente. E’ chiaramente funzione del sentiment del mercato. Che passa dalla fase iniziale (take off) e cade alla prima trappola (bear trap). Poi, suscita l’attenzione dei media e riceve (ingiustificato) entusiasmo. Passa alla fase di avidità (greed: si crede che salga all’infinito e non si vende mai). Raggiunge il punto massimo e la bolla scoppia. Comincia a scendere a picco, suscita paura (fear) fino a disperazione (despair) e poi in qualche modo recupera qualcosa (return to mean).

Chi segue una prospettiva a medio – lungo termine per l’investimento in criptomonete è interessato solo alla linea tratteggiata: acquista all’inizio e vende alla fine.

Non segue tutto quello che succede nel mentre. E si evita tante palpitazioni. Guadagna meno di chi acquista all’inizio e vende nel punto massimo, certo. Ma chi vende nel punto massimo? Ossia, chi è in grado di sapere a priori dove sta il punto massimo e abbandona nel punto giusto la fase di greed?

Abbiamo visto il grafico “emozionale” della bolla di un asset speculativo. Ora parliamo di Bitcoin. Guardate allora il grafico del valore del Bitcoin su dollaro USA nel biennio 2017 – 2018.

andamento BTC / USD nel periodo 2017-2018.

E’ evidente il parallelo qualitativo. I grafici, nella sostanza, portano lo stesso messaggio. Che il Bitcoin ha seguito il classico andamento di una bolla. E gli utenti non hanno resistito a rincorrerne l’andamento secondo criteri poco scientifici e molto, appunto, emotivi.

La prima lezione da imparare è quindi la seguente. Che il comportamento degli investitori cosiddetti “retail” è sempre quello. E’ ciclico.

Perciò, riconoscendone il pattern è possibile scegliere bene il momento giusto per entrare e, meglio, quello per uscire.

Ciò significa che una volta compreso come ogni asset attraversa ciclicamente sempre le stesse fasi, sarà semplice individuare il timing giusto per investire.

Ad esempio, un investitore di lunga esperienza non avrebbe mai acquistato durante la salita esponenziale del 2017. Il fatto che raggiungeva troppo velocemente il suo massimo storico faceva capire che era il peggiore per entrare. In una strategia di medio – lungo termine, il momento buono per entrare è prima o dopo la fase di bolla, indotta dalla paura del grande pubblico di perdere l’opportunità. La dinamica emotiva nota FOMO (Fear Of Missing Out).

E’ proprio la FOMO, infatti, responsabile della bull run esponenziale dell’asset interessato.

Mentre il titolo aumenta, molti vanno a comprare per paura che, continuando ad aumentare, perdano l’occasione di guadagnare. Ed è quello che è successo tra novembre 2017 e gennaio 2018.

Gli investitori consapevoli gli “smart money” e quelli istituzionali rivendevano agli ultimi arrivati (il pubblico retail) i Bitcoin acquistati in precedenza. Mentre i mass media e la stampa raccontavano in modo compulsivo i profitti mirabolanti del nuovo oro digitale. Contribuendo così a esasperare la fase di bolla. Ecco, è proprio in quel momento che i grandi investitori sanno che bisogna vendere.

Una doverosa precisazione. Quando si parla di bolla si intende spesso speculazione ingiustificata. Quasi criminale.

In realtà, tutti gli asset speculativi hanno un andamento ciclico ricorrente. Che culmina con una fase di bolla. Poi, la bolla si sgonfia. Non esplode, il titolo non finisce. Semplicemente, si indebolisce e va ad un valore più o meno stabile. Fino alla successiva bolla.

Guardate ad esempio il grafico di Amazon.

andamento del titolo Amazon

E’ evidenziato l’andamento del titolo Amazon nel 2000. Durante lo scoppio della bolla dot-com. In cui il titolo Amazon crebbe oltre il 90%. Dopo poco è crollato. Ma, come si vede dal 2009 in poi, questo non vuol dire che sia stato un pessimo investimento per chi non ha venduto. Tutt’altro.

L’approccio a medio – lungo termine ha però alcuni svantaggi. Non sfrutta a proprio vantaggio la volatilità del mercato. Cosa che, però, l’abbiamo detto, ci obbligherebbe a stare 24 ore al giorno con lo sguardo sullo schermo e prenderci il rischio di sbagliare timing e trovarci a prender decisioni drastiche troppo frettolosamente.

In conclusione, l’approccio di medio – lungo termine è per chi ha poco tempo a disposizione. Un’elevata avversione al rischio. Una scarsa abilità nel trading.

Con questo approccio può comunque guadagnare e conservare un basso profilo di rischio nell’entrare nel rischioso mercato delle valute digitali.

Chiarita la strategia di investimento più indicata per un tale tipo di utente, parliamo della custodia delle criptovalute. Aspetto fondamentale per azzerare il rischio di furto di valori virtuali.

Con un minimo di conoscenze tecniche, il consiglio è per il cold storage. Un wallet hardware, idealmente. Una sorta di chiavetta USB dal costo dell’ordine di 100 euro. Che archivia in totale sicurezza le proprie chiavi private (la prova di possesso delle monete). Da custodire in cassaforte. O, meglio ancora, in una cassetta di sicurezza. Seguite in ogni caso le istruzioni d’uso del produttore, e potrete dormire sonni tranquilli.

Esistono altre soluzioni, in gran parte esposte a rischio di furti. Come i paper wallet, ossia la stampa delle chiavi private. Oppure esposte a rischio terzi. Come i wallet online, per cui ci si deve fidare della custodia di operatori su internet. Tutte soluzioni assolutamente sconsigliate quando l’importo da custodire diventa importante.

Nella prossima parte dell’articolo parleremo di strategie di investimento di criptomonete diverse da quella a medio – lungo termine.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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