Il nuovo Presidente della Repubblica mira indubbiamente a dare un'impressione di sobrietà, in linea con i tempi di "vacche magre". E ci riesce: con un atto del 4 marzo, ha ridotto il benefit di auto blu ai tanti emeriti e loro parenti, riducendo la spettanza di auto dedicata ai soli, minimi, titolari. Un buon esempio dopo i tempi fastosi di Ciampi e, nei fatti, anche di Napolitano.

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Un'auto blu con paletta e lampeggiante occupa un posto per disabili. Il finanziare, ripreso da telecamera, prima si sorbisce la ramanzina del giornalista de "Il Fatto Quotidiano", poi risponde: "E allora? Io sono finanziere e lei chi è?".

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Una vigilessa di un comune irpino, feudo dei De Mita, ha fatto rispettare la legge impedendo che l'auto blu parcheggiasse in divieto di sosta sancito da un'ordinanza del comune in occasione di una sagra di paese. Mentre l'uomo della scorta borbottava il cognome del noto politico, ritenendo che ciò bastasse come passepartout. Alla fine, però, la vigilessa è stata richiamata per il suo operato. E si è sfogata con 'La Repubblica'.

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La spesa per la gestione del parco auto blu è imponente. Più volte hanno annunciato tagli a questo spreco. Ora, dopo le istruzioni del governo, qualche amministrazione (non tutte, ovviamente) si sta adeguando e quindi riduce il parco a propria disposizione. E' un inizio.

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