Staking di Ethereum su Bitcoin Suisse: come funziona

Bitcoin Suisse

Ieri abbiamo riportato l’annuncio della società svizzera che offre staking su piattaforma Ethereum, ponendosi come alternativa al deposito su smart contract ufficiale. Oggi vediamo come funziona.

Abbiamo parlato di Bitcoin Swisse e di Ethereum in questo articolo.

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Torniamo sull’offerta di Bitcoin Suisse per lo staking di Ethereum.

Una debita precisazione. Questo articolo non ha scopo commerciale. Non vuole promuovere aziende o prodotti. Vuole solo informare i propri lettori sull’offerta di un’azienda di potenziale interesse, così esposta sui canali ufficiali e consultabile da tutti.

Come ormai noto a chi segue l’evoluzione del progetto Ethereum 2.0, il 24 novembre è ormai alle porte. E, per tale data, 524.288 Ethereum dovranno essere depositati sullo smart contract ufficiale. Quello che gestisce i primi validatori del futuro meccanismo Proof of Stake.

Quindi, ciascun utente potrà depositare 32 Ethereum (la quota minima). Genereranno interesse a partire dalla fase 0 del progetto, ossia da dicembre 2020. Qualcosa stimato tra un prudente 8% ed un molto ottimistico 20% annuo. I fondi depositati rimarranno bloccati fino alla fase 1.5, un passaggio che ad oggi non ha una data certa. Diciamo che passerà un anno o anche più.

Allora, da un lato monitoriamo i depositi sullo smart contract, a questo link, Risultati abbastanza scarsi, per ora: poco più di 160 mila Ethereum a tre giorni dalla data fatidica.

Dall’altro lato, vediamo cosa offre Bitcoin Suisse per lo staking di Ethereum.

La società in questione offre più flessibilità rispetto allo smart contract ufficiale.

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Punto uno. Occorre depositare Ethereum entro la mezzanotte del 22 novembre: Bitcoin Suisse penserà a “tradurli” in token Ethereum 2.0 sullo smart contract ufficiale. Senza commissioni per l’utente.

Punto due. Quota minima anche di 1 Ethereum, invece che 32. Tradotto in euro, al prezzo attuale, vuol dire investimento minimo di 440 euro invece che 14 mila. Un modo per avvicinare piccoli risparmiatori.

Punto tre. Si può investire la somma di Ethreum che si vuole. Diciamo un qualunque numero intero, che so 15 o 43 Ethereum. Anche qui, massima flessibilità di investimento.

Punto quattro. Si possono reinvestire gli interessi percepiti. Diversamente, su smart contract bisognerebbe attendere di averne 32, ossia la quota minima. Su Bitcoin Suisse, invece, basta arrivare a 1 Ethereum. Col risultato che, su Bitcoin Suisse, gli interessi cumulati sono potenzialmente maggiori.

Punto quattro. Tutto avviene sfruttando l’interfaccia dell’online banking di Bitcoin Suisse dei vari asset crypto, Ethereum ed altri.

Bitcoin Suisse online banking
online banking di Bitcoin Suisse – fonte Reddit.com

Punto cinque. Gli interessi. Bitcoin Suisse restituisce l’85% degli interessi ottenuti dal meccanismo dello smart contract ufficiale. Trattiene, cioè, il 15% come costi per la loro infrastruttura e, chiaramente, margini aziendali.

A questo link ufficiale trovate tutti i dettagli dell’offerta.

Alla fine, ci conviene fare staking di Ethereum su smart contract ufficiale o tramite Bitcoin Suisse?

Dipende. Se avete almeno 32 Ethereum, oggi 14 mila euro, forse la mediazione di Bitcoin Suisse è superflua. Potete fare da soli, e tenere il 100% degli interessi. Magari utilizzando gli interessi ottenuti per trading.

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Viceversa, per il piccolo risparmiatore, che non possiede o non può acquistare 32 Ethereum e magari non ha neanche familiarità tecnica con gli smart contract, l’unico modo di fare staking su Ethereum è tramite Bitcoin Suisse o offerte analoghe.

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