Lunedì, 22 Gennaio 2018 12:55

spese sanitarie e dentista dei figli: chi paga?

La domanda di oggi è la seguente: le spese sanitarie e per il dentista di bimbi di divorziati rientrano nell'importo dovuto per l'assegno di mantenimento o sono spese straordinarie?

Riprendiamo a parlare, dopo questo articolo, di separazioni ed assegni di mantenimento.

La risposta al suddetto quesito, purtroppo, non è immediata, ma va distinta secondo il caso in esame. Premettiamo che, nella norma a carattere generale, l'assegno di mantenimento dei figli di coppie divorziate non deve coprire anche le spese sanitarie ed odontoiatriche dei minori, quindi le stesse rientrano tipicamente nelle cosiddette spese straordinarie. Insomma, il genitore obbligato a corrispondere l'assegno di mantenimento - in genere, il padre - non deve sostenere anche tali spese. Ma ci sono le eccezioni da tenere a mente, chiarite da una sentenza della Corte di Cassazione specifica in materia, l'ordinanza n. 1070/2017.

La decisione della Cassazione risponde ad un quesito posto da una donna che vorrebbe farsi corrispondere dall’ex marito, che al momento paga l'assegno per le sole spese ordinarie, anche il rimborso delle spese straordinarie per i figli (la retta della scuola materna privata,alcuni ticket per spese mediche e dentista - il tutto non dovuto a visite improvvise per emergenza e quindi, a dire della signora, da far rientrare nel bilancio familiare). La reazione dell'uomo, evidentemente, è stata quella di considerare invece l'assegno già corrisposto come inclusivo anche di tali voci di rimborso - insomma, non deve anche aggiungere i rimborsi straordinari richiesti dalla controparte.

Veniamo al dunque: la Cassazione ha dato ragione alla controparte, ossia al padre. Cioè, le spese sanitarie e odontoiatriche per i figli non rientrano sempre nell’elenco delle spese straordinarie per i figli. Al contrario, gli stessi giudici non dato ragione al padre per quanto riguarda la retta della scuola, anche visto che - inizialmente - lui stesso aveva dato il consenso per la frequenza. Insomma, il padre in questione deve pagare come spese straordinarie la retta per la scuola ma non deve invece pagare, perché incluse nell'assegno, le spese dei ticket sanitari ed il dentista.

Ecco il razionale della Cassazione: sono definite come spese straordinarie - da coprire in più rispetto all’assegno di mantenimento - le spese che "per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli, talché la loro inclusione in via forfettaria nell’ammontare dell’assegno posto a carico di uno dei genitori può rivelarsi in contrasto con il principio di proporzionalità sancito dall’articolo 316 c.c. e con quello dell’adeguatezza del mantenimento, nonché recare grave nocumento alla prole, che potrebbe essere privata, non consentendolo le possibilità economiche del solo genitore beneficiario dell’assegno cumulativo, di cure necessarie o di altri indispensabili apporti".

Conclusione: nell'assegno di mantenimento dei figli rientrano le spese ordinarie, come noto, mentre esulano da ciò - sono definite spese straordinarie e vanno pagate in aggiunta all'assegno - le spese in linea di massima concordate con l’altro genitore prima dell'esborso. Me, può accadere, se sono a carattere urgente e strettamente necessarie per il figlio possono essere affrontate dal genitore collocatario (la madre, nel caso in analisi) e poi debbono essere comunque saldate al 50 percento: metà alla madre, metà al padre.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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