Sovereign: la moneta virtuale delle Isole Marshall

Isole Marshall - Sovereign virtual currency

Alcune Nazioni ci provano da tempo a dotarsi di criptovaluta nazionale. Con finalità diverse, spesso discutibili. Le Isole Marshall hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Costituiranno la propria criptovaluta, il Sovereign (SOV). Entro fine anno, avrà valore legale ed affiancherà il dollaro USA.

Nel Pacifico una piccola Repubblica, corrispondente ad un arcipelago di isole incantate, ha deciso di emettere la propria criptovaluta. Le Isole Marshall distribuiranno il Sovereign come moneta legale accanto al dollaro statunitense.

Lo conferma David Paul, membro del Parlamento e assistente del presidente delle Isole Marshall, in un’intervista di fine febbraio. Lo status di moneta legale per la criptomoneta è stato approvato dal Parlamento del Paese, ha detto David Paul.

Questa è la via del futuro. Come Paese, ci riserviamo il diritto di emettere una valuta in qualsiasi forma essa sia, sia in formato digitale che fiat.

In dettaglio, SOV sarà collocata per l’acquisto al pubblico attraverso Initial Coin Offering (ICO). La stessa strategia di finanziamento adottata dalle startup per la raccolta di fondi per i loro progetti.

In realtà, una startup c’è. E’ Neema, startup israeliana di tecnologia finanziaria che supporta le Isole Marshall nell’avvio dell’ICO. La data non è ancora fissata. Ma, assicura Paul, è questione di poco tempo.

L’offerta di criptomoneta è limitata a 24 milioni di token.

Per prevenire l’inflazione, spiega Paul. Guarda caso, i 24 milioni di gettoni rappresentano i 24 comuni delle Isole Marshall. E comunque, la moneta virtuale non sarà anonima nel senso puro del Bitcoin. Infatti, Paul spiega che se fossero anonime non sarebbero compatibili con il quadro di un ambiente bancario regolamentato:

Era chiaro che sussiste un enorme bisogno del mercato di un sistema blockchain non anonimo. In grado di operare in un ambiente regolamentato.

La moneta virtuale nazionale si basa sul “quadro Yakwe”. E’ il nome con cui il Governo delle Isole Marshall indica l’esigenza per Sovereign che tutti gli utenti debbano identificarsi sulla blockchain. Risolvendo, così, il problema dell’anonimato che in qualche modo ha minato da sempre la diffusione del Bitcoin. E divenendo così assimilabile ad una valuta “normale”, come dichiara il Governo stesso:

Questo crea certezza giuridica per il suo utilizzo. Perché tutte le giurisdizioni hanno leggi in vigore per quanto riguarda il corso legale. Mentre le criptovalute private sono trattate in modo diverso nelle diverse giurisdizioni.

Quota parte dei ricavi dell’ICO di Sovereign, promette il Governo delle Isole Marshall, sarà utilizzato per finanziare il fondo fiduciario nazionale del Paese, destinato a sostenere le generazioni future. Cui contribuiscono anche gli Stati Uniti.

FONTE: https://medium.com

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