sarà la Corea del Sud a guidare l’adozione di massa del Bitcoin?

Bitcoin in Corea del Sud

La Corea del Sud è stato sin dall’inizio tra i Paesi maggiormente interessati ad investire in Bitcoin e blockchain. Recentemente, questo interesse è addirittura aumentato. Possiamo allora ipotizzare che l’adozione di massa delle criptomonete partirà proprio da lì.

Abbiamo parlato di andamento del Bitcoin in questo articolo.

Corea del Sud e Bitcoin sono un binomio indissolubile. Più globalmente, quella parte di Asia è sinonimo di innovazione tecnologica. Soprattutto, è uno dei centri mondiali di eccellenza in ambito fintech e per le applicazioni della blockchain. Allora, molto probabilmente sarà proprio la Corea del Sud che guiderà l’adozione di massa delle criptovalute.

E’ un segnale che possiamo ricavare, tra l’altro, da un sondaggio di questi giorni. Effettuato dall’organizzazione no-profit Korea Financial Investment Association (KFIA). Il sondaggio, su un campione di 2.500 cittadini intervistati, rivela che circa il 7,5% dei coreani ha investito in criptovalute. Il dato è in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente.

Ancor di più, ci stupisce il dato sull’età anagrafica degli investitori in monete virtuali. Si tratta di persone nella fascia di età tra i 50 e i 60 anni. Gente che si prepara alla pensione, insomma. A seguire, gli investitori sono nella fascia di età tra i 30 e i 40 anni.

Che dire: quelli che sono oggi i nipoti e i figli di queste due generazioni diventeranno grandi. ed avranno verosimilmente molta confidenza con le monete virtuali. E quindi, possiamo immaginare che tra 10 o 15 anni i numeri degli investitori in criptovalute saranno ben maggiori.

Per capirlo, facciamo il paragone con la diffusione dei computer, di internet o dei cellulari. Nei primi 10 anni di vita di tali tecnologie – tanti ne ha oggi il Bitcoin – la loro diffusione era visibile, ma ancora limitata ad una sorta di “nicchia”. Poi, dopo 10 o 15 anni, poco meno del tempo di una generazione, le cose sono cambiate. Le tecnologie di nicchia sono state adottate dalle masse. E nessuno oggi ha dubbi che il la tecnologia delle monete virtuali avrà nel medio – lungo periodo questo destino.

Lasciamo ora da parte le analogie storiche e torniamo al Paese asiatico.

Finora, tutte le condizioni per l’espansione del Bitcoin in Corea del Sud si sono rivelate avverse.

Primo, il mercato delle criptomonete sta uscendo da un lungo ciclo di ribassi. I più lungo nella storia del Bitcoin. Secondo, le maggiori piattaforme di trading in Corea del Sud hanno prezzi mediamente più alti rispetto al resto del mercato globale. Terzo, tanti exchange sono falliti a causa, principalmente, degli attacchi degli hacker. Quarto, la regolamentazione vigente nel Paese orientale non è tra le più favorevoli alla diffusione delle criptovalute.

Ebbene, nonostante tutto ciò, il mercato sudcoreano non ha subito perdite di interesse per gli utenti. Anzi, dice il sondaggio, risulta cresciuto rispetto all’anno scorso. Sia in termini di utenti che di volume di investimenti pro capite. In altre parole, l’adesione alle tecnologie e le opportunità della blockchain sta continuando a crescere. Non solo tra le aziende. Non solo tra le grandi istituzioni finanziarie. Ma anche tra le persone comuni.

Per concludere, guardiamo anche altrove. Complice anche la crisi economica che imperversa su tutto il continente, in Sud America l’adesione alle monete virtuali come metodi di pagamento alternativo cresce senza sosta. In Africa, l’interesse è fortissimo, complici i crescenti volumi di denaro spostati dai migranti attraverso le rimesse. In tutto questo, Asia e gli Stati Uniti si contendono la leadership sul settore. Con la Cina che resta a fare la parte del leone. In Europa, pur con toni minori, aumenta l’interesse da parte dei cittadini per il fenomeno delle criptomonete. La domanda è: come reagirà il prezzo a tutto questa crescente attenzione?

FONTE: https://valutevirtuali.com

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