Ryan Selkis: nuove norme crypto potrebbero frenare il bull run

Ryan Selkis

L’attuale fase rialzista dei mercati di valute virtuali non accenna alcun rallentamento. Proprio per questo, il CEO del portale di analisi Messari ritiene che una brusca frenata potrebbe essere appositamente provocata dall’introduzione di nuove e stringenti norme per regolare il settore.

Abbiamo parlato di andamento delle criptovalute in questo articolo.

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Ryan Selkis teme l’arrivo di norme crypto. Perché, dice lui, potrebbero contrastare l’attuale bull run dei mercati di criptomonete.

Il CEO e fondatore del portale di analisi on chain Messari dice la sua sul proprio profilo Twitter. In un post a questo link. Per Selkis, le autorità di regolamentazione potrebbero stabilire nuove norme contro la recente crescita degli asset crypto.

Non sono mai stato più rialzista sulle crypto. Ma credo che tutti stiano sottovalutando il rischio associato alla regolamentazione globale.

Quando le crypto sembrano giocattoli, non sono una minaccia. Quando le stablecoin private raggiungono i volumi di PayPal, iniziano ad apparire come un’arma.

A marzo 2020 il prezzo del Bitcoin era crollato intorno ai 4 mila dollari.

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Oggi, dodici mesi dopo, la prima criptovaluta per nascita e per capitalizzazione ha superato i 60 mila dollari.

E non solo il Bitcoin. Anche, e soprattutto, gli asset DeFi hanno visto una crescita esponenziale. Sono saliti alle stelle in molto meno di un anno.

Yearn.finance, ad esempio. YF passato da meno di 1.000 dollari a oltre 48.000 dollari. E come non parlare dei token non fungibili, gli NFT. Un vero e proprio trend, quasi una moda nel settore, con token che ogni giorno segnano nuovi ed incredibili record. Ad esempio, un artista conosciuto come Beeple ha venduto all’asta un’opera d’arte sotto forma di NFT.

Il prezzo? 69 milioni di dollari.

Beeple's NFT sold at Christie's
“Collage”, l’NFC di Beeple venduto a Christie’s – fonte internet

I timori di Selkis verso future, forse imminenti norme crypto si traducono in una precisa strategia di vendita dei propri Bitcoin. Il CEO di Messari rende infatti noto il suo target per incassare i profitti, prima che l’ingresso di normative ostative provochino il crollo dei prezzi.

I miei primi ordini di vendita sono pronti a 80.000 dollari. Venderò il 5% tra 80.000 e 100.000 dollari. Ed un altro 5% tra 100.000 e 125.000 dollari. Dopodiché vedremo come vanno le cose.

Ricorderete come, nel 2017, il grande boom delle criptomonete fu indotto dal gigantesco interesse verso le ICO. LE Initial Coin Offering, allora al centro dell’attenzione. Ma le autorità di regolamentazione USA, nei mesi a seguire, sono entrate in gioco a gamba tesa. Incrementando la loro supervisione nel settore. Prendendo provvedimenti contro diversi progetti. Ed, alla fine, provocando quello che in tanti chiamarono “crypto winter“. Una lunga fase ribassista.

Che, chiaramente, dagli USA si è subito estesa su scala globale. Inclusa la nostra area, dove l’Unione Europea ha introdotto la propria Quinta Direttiva Antiriciclaggio.

Billfodl - seed custodian

FONTE: https://twitter.com/twobitidiot/

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