Russia: proibire tutte le transazioni in criptovalute

Bitcoin in Russia

Strani risvolti della corsa alla regolamentazione delle monete virtuali in Russia. Pare che il Ministero delle Finanze voglia proibire tutte le transazioni con criptovalute. Si potrebbe ancora fare mining. Ma come cambiare poi le valute virtuali ottenute in denaro fiat?

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute in Russia in questo articolo.

In Russia ancora non vediamo chiarezza sulla regolamentazione all’utilizzo delle criptovalute. Anche dopo che è stata approvato la prima legge dello Stato per il settore. La DFA, o legge “On Financial Assets”.

Il punto è che il Ministero delle Finanze russo rema contro l’applicazione pura e semplice della legge. Ossia, propone una serie di emendamenti alla legge in questione. Emendamenti che, di fatto, vietano in Russia le principali operazioni con criptovalute.

Ne parla l’agenzia di stampa locale Izvestia. Ecco il link dell’articolo.

In sintesi, gli emendamenti proposti dall’ente governativo prevedono misure estreme.

Divieto assoluto di qualsiasi operazione con denaro virtuale per i privati e gli imprenditori individuali.

Tre le uniche eccezioni. L’ottenimento di beni attraverso eredità. Il fallimento. E le procedure di esecuzione.

Così, ha poco senso fare mining in Russia.

Una immediata conseguenza, infatti, è l’impossibilità per un miner di ricevere il pagamento per l’estrazione di una moneta virtuale.

L’attività di estrazione della criptovaluta è legale. Ma perde il suo valore finanziario. Perché il pagamento viene solitamente elaborato in Bitcoin e Ethereum.

Il quadro normativo sulle criptovalute in Russia, insomma, è un po’ caotico. Il Paese, dicevamo, ha approvato il disegno di legge DFA. Parliamo di luglio 2020. Ma non è finita così. Perché, riferiscono fonti di autorità locali, la regolamentazione delle valute virtuali si concluderà con un’altra legge. La legge “On Digital Currency”, abbreviata DA.

E si parla di approvarla a fine del 2020, così da cominciare ad adottare il nuovo quadro normativo, DA e DFA, da gennaio 2021. Il risultato, dicono, sarà il divieto in Russia di pagamenti in criptovalute.

Il finale era intuibile già da recenti mosse delle autorità locali. A fine agosto, l’autorità di regolazione russa delle telecomunicazioni Roskomnadzor aveva bloccato il più grande sito web in Russia su criptovalute. Si chiama BestChange. Un aggregatore di circa 400 exchange locali. Secondo le autorità, il sito avrebbe pubblicato informazioni sull’acquisto o la vendita di beni come Bitcoin. Secondo BestChange, invece, non sono mai state fornite informazioni su tali servizi.

FONTE: https://iz.ru

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