Rovereto: tra i commercianti cala l’euforia per i Bitcoin

Bitcoin accepted here

Qualcuno ha definito Rovereto la capitale italiana dei Bitcoin. Dove le criptomonete sono accettate in tanti esercizi commerciali. Ma a quanto pare, anche a Rovereto è un momento negativo per il Bitcoin. Si contano sempre meno transazioni in monete virtuali.

Siamo a Rovereto, in Trentino, capitale del Bitcoin in Italia. Nel centro della città c’è un negozio di ottica. Il gestore fa il punto della situazione sull’utilizzo delle monete virtuali come forma di pagamento.

Fino a poco tempo fa avevo anch’io un bancomat per prelevare Bitcoin in negozio. Ma in cinque anni sono state soltanto tre persone in croce ad usarlo. Adesso abbiamo smesso di accettare monete virtuali. E il bancomat per i Bitcoin è stato spostato in un punto dove ci sono transazioni di minore entità ma più frequenti.

I motivi del calo di entusiasmo dei negozianti sono facilmente immaginabili. Pochi prelievi. Scarsa voglia di star dietro alle fluttuazioni del prezzo. E paura di problemi con il fisco. E’ passato un anno, tutto il 2018, dall’esplosione del prezzo del Bitcoin: da allora Rovereto, la capitale italiana delle criptovalute, è cambiata molto.

Allora, tutto si poteva pagare con criptomonete. Dall’edicola al bar. Dal ristorante alla mensa scolastica.

Oggi, con il calo dei prezzi, è calata anche l’attenzione dei media. Ed i commercianti hanno pian piano smesso di accettarle. Continua il titolare dell’ottica:

Ho abbandonato perché non avevo tempo di informarmi come vorrei. E non mi fido di quello che mi riportano gli altri. Avrei bisogno di fonti di fiducia. Siccome non ne ho, ho preferito abbandonare. Avere scarse informazioni equivale a sentirsi poco sicuri.

Altre voci di imprenditori in città parlano di timori di natura fiscale.

Non ho intenzione di perdere la mia reputazione per una cosa così futile. Qualcuno può pensare male e sospettare che chi accetta Bitcoin sia coinvolto in affari illeciti come il riciclaggio di denaro.

Il Bitcoin non viene più accettato, come una volta, nei maggiori hotel della città. E neanche nella storia drogheria in centro. “Questione di burocrazia. Se ne occupava il titolare, noi non ne sappiamo niente, so solo che non li accettiamo più“, confessa un dipendente. E’ una frase purtroppo ricorrente tra gli esercizi commerciali della città. Dove una volta campeggiava un po’ ovunque la frase “Bitcoin accepted here“.

Altri ritengono di essere stati coinvolti in una sorta di operazione di marketing, evidentemente non mantenuta nel medio termine: “Dicevano che avrebbe portato un maggiore afflusso di turisti. Ma a parte qualche smanettone dalla Svizzera, non è venuto nessuno“.

Non tutti, comunque, la pensano allo stesso modo. Altri concittadini ancora offrono la possibilità di pagamento in criptovalute.

Parla il gestore di un noto ristorante di Rovereto, che tuttora accetta il pagamento in Bitcoin. Anche se, va detto, pochi clienti ne usufruiscono.

Come investimento sul lungo periodo, è persino meglio dell’oro. Il prezzo lo facciamo al momento, guardando il tasso di cambio. Ma a me poi arriva il corrispettivo in euro. L’accreditato della somma può impiegare dai tre ai cinque giorni lavorativi.

Un tempo lunghissimo, se ci pensiamo, rispetto ai tempi di forme di pagamento come carta di credito o bonifico. Ciononostante, a Rovereto esistono esercizi commerciali, come un bar molto frequentato, che ha deciso di pagare i propri dipendenti in Bitcoin. O come un’agenzia immobiliare che ha aderito un anno fa al progetto di accettare pagamenti in criptovaluta. Peccato che, da allora, le transazioni in moneta virtuale sono state pari a zero.

Addirittura, un negozio di giochi da tavolo che accetta Bitcoin ha registrato, finora, solo transazioni da parte degli stessi fondatori della startup che ha lanciato l’uso della moneta virtuale in città. Ammette il gestore del negozio: “Sono nostri amici da tempo. Forniamo loro questa possibilità di pagamento“.

Per tanti, il Bitcoin resta ancora l’opportunità di un fruttuoso investimento. Magari non nell’immediato.

Altri negozianti credono ancora che il Bitcoin sia una scelta vincente.

Chi ha smesso di accettare criptovalute non aveva davvero motivo di farlo. Noi ne vediamo solo lati positivi. È molto semplice, basta una app. Non ci sono tasse o costi mensili da pagare. Né tantomeno percentuali sulle singole transazioni.

In molti, quindi, non sembrano aver perso l’entusiasmo nei confronti del Bitcoin e della tecnologia della blockchain: “Sarà il futuro”, ripetono a più voci.

E forse non hanno torto. Qualche settimana fa, il Governo ha annunciato di aver stanziato circa 90 milioni di euro. Da spalmare in tre anni, per lo sviluppo delle tecnologie legate alla blockchain. Insomma, lo Stato crede e punta nella tecnologia alla base delle monete virtuali. Resta un fatto, però, che negli ultimi mesi il Bitcoin ha perso oltre l’80% del proprio valore. Toccando i minimi storici da settembre 2017. E trascinandosi dietro tutto il mercato delle Altcoin.

Per molti che hanno creduto nel Bitcoin, a Rovereto, il bilancio è ancora positivo. “Ho comprato alcuni bitcoin quando ancora valevano 200 euro. Sfido chiunque a trovare un qualsiasi prodotto di investimento che abbia un margine di guadagno così alto“, rivela qualche negoziante. Che dire, oggi il Bitcoin vale intorno ai tremila euro. Buon per chi ci ha creduto tempo fa.

FONTE: https://www.lastampa.it

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