Venerdì, 21 Settembre 2018 12:00

Ripple raddoppia il suo prezzo: riparte la scalata?

La terza moneta per capitalizzazione guadagna oltre il 50 percento in una manciata di ore, e tocca per qualche istante valori stellari rispetto ai giorni scorsi. Che succede? E soprattutto, durerà?

Riprendiamo a parlare di criptovalute, dopo questo articolo.

Le quotazioni della moneta virtuale Ripple sono più che raddoppiate nell'arco di una settimana, e soprattutto hanno avuto un rialzo incredibile nella manciata di poche ore. Ha toccato - al momento - punte di quasi 80 centesimi di dollaro, rispetto a 30 centesimo di dollaro di una settimana fa. Tuttavia, resta ben al di sotto del picco di inizio anno - un calo di oltre il 50 percento - ma facciamoci coraggio: è un calo decisamente inferiore rispetto a tante altre criptovalute che, invece, ancora sfiorano cadute del 90 percento.

Questo balzo ha permesso a Ripple di conquistare in giornata il secondo posto tra le criptovalute per capitalizzazione: parliamo di 27 miliardi di dollari, contro i 23,5 miliardi della terza moneta, Ethereum. Durato poco, ahimè: il successivo ridimensionamento (o vogliamo dire 'assestamento' ha riportato il valore di XRP, il token di Ripple, al di sotto di 23 miliardi, cioè nuovamente al terzo posto.

In testa resta saldo il Bitcoin - e ci mancherebbe altro - con un valore di capitalizzazione pari a circa 155 miliardi. Poca cosa rispetto ai 320 miliardi dello scorso dicembre, ma guardiamo al futuro con speranza: la ripresa di Ripple ha trainato più o meno tutte le altre criptovalute, che chiudono la giornata globalmente in rialzo, anche se di entità minore. Il Bitcoin, ad esempio, ha recuperato il 5 percento portandosi sopra i 6.700 dollari, mentre Ethereum è salito dell'8 percento a quota 228 dollari.

Per capire se ciò durerà bisogna capire cosa ha messo il turbo a Ripple. Ebbene, è stata una segnalazione di un manager dei Ripple Labs, che qualche giorno orsono ha dichiarato a CNBS che è previsto da qui al prossimo mese il lancio di un servizio chiamato 'xRapid' che permetterà agli istituti bancari e finanziari di rendere più rapide le proprie transazioni di denaro verso i Paesi emergenti.

Una bella notizia, senza dubbio: Ripple lavora fin dalla nascita, nel 2012, a diretto contatto con il sistema bancario e finanziario internazionale, ed infatti la sua blockchain è già utilizzata da diverse banche internazionali, un centinaio stando a quanto sostiene Ripple Labs, proprio per confermare le operazioni in tempo reale nell'ambito delle transazioni transfrontaliere.

Complessivamente possiamo dire che le criptovalute, tutte, puntano ciascuna con differenti modalità ad offrire la propria blockchain quale strumento abilitante dei sistemi di pagamento in maniera sicura e decentralizzata. Di fatto, proponendosi come alternativa a banche e sistemi di pagamento 'tradizionali' che invece non ritengono necessario il passaggio delle proprie operazioni su blockchain pubbliche (cioè, visibili a tutti) e con l'impiego dei rispettivi token.

Immaginiamo che Ripple riesca a guadagnare consistente terreno nel sistema finanziario globale. Evidentemente, l'utilizzo della propria blockchain avrebbe un futuro roseo e duraturo. Ricordiamo infatti  le criptovalute non hanno un valore intrinseco, come spesso viene ribadito. Non sono (ancora) correntemente scambiate con beni reali, come succede invece alle monete fiat. Il loro valore - ricordiamolo sempre - dipende dall'utilizzo che viene fatto della loro blockchain, la quale a sua volta genera la necessaria domanda del token (XRP nel nostro caso). E tutto ciò sostiene le quotazioni ed il prezzo finale. Viceversa, diventa spazzatura.

 

FONTE: https://www.ilsole24ore.com

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