Lunedì, 14 Gennaio 2019 13:30

reddito di cittadinanza: come calcolare l'importo

A quanto ammonta (ammonterebbe, meglio) il reddito di cittadinanza? Non sono 780 euro fissi: tale importo è solo l'esempio di un particolare caso. In realtà, il calcolo è lievemente laborioso, e soprattutto non porta allo stesso risultato per tutti ma dipende da ciascuna specifica situazione. Vediamo come.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, delle principali misure volute dal Movimento 5 Stelle, come il reddito di cittadinanza.

Si sente dire tra web e notiziari vari che il reddito di cittadinanza avrà - se tutto procede come promesso dai grillini - un importo intorno ai 780 euro. In realtà, dipende dalla situazione specifica di ciascuno (nucleo familiare, spese per l'abitazione), il che porta ad importi distinti. Vediamo allora come calcolare tale importo.

Intanto, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere riconosciuto a chi è senza lavoro e, soprattutto, rientra nell'indicatore di povertà stabilito. Insomma, se ne ha davvero bisogno. Tale indice ovviamente cambia a seconda che si tratti di una persona single o con nucleo familiare (tipicamente, figli a carico). Ciò è giusto quanto evidente: un assegno, che so, da 2 mila euro sarebbero adeguati per un single, ma assolutamente insufficienti per una persona che ha a carico moglie e 3 o 4 figli.

Premesso ciò - l'importanza del nucleo familiare a carico della persona - analizziamo la formula per il calcolo del reddito di cittadinanza contenuta nella bozza del relativo decreto.

Si assegni al capo famiglia un coefficiente pari a 1; un altro coefficiente pari a 0,4 per ogni componente maggiorenne del nucleo familiare; un altro coefficiente pari a 0,2 per ogni componente minorenne del nucleo familiare. Sommiamo i coefficienti applicabili, e così facendo otteniamo il coefficiente per l'intero nucleo familiare. Nel caso tale risultato superi 2,1 è bloccato a tale tetto massimo.

Facciamo tre esempi: un single, una ragazza madre con figlio a carico, un coniugato con moglie e quattro figli a carico. Rispettivamente otteniamo 1 (il single), 1+0,2=1,2 (la ragazza madre), 1+0,4+(0,2x4)=2,2 (il coniugato). Nel terzo caso, come detto, il coefficiente è bloccato a 2,1 in quanto viene superato tale valore massimo ammesso.

Non è finita: andiamo avanti col calcolo. Moltiplichiamo il suddetto coefficiente per nucleo familiare per 6.000 euro, ed otteniamo la base annua su cui calcolare il reddito di cittadinanza. Rispettivamente, nei tre casi suddetti otteniamo 6.000 (il single), 7.200 (la ragazza madre) e 12.600 (il coniugato).

A tale base annua dobbiamo ora scalare i redditi e aggiungere le spese di sopravvivenza (mutuo o affitto per l'abitazione dove vive il nucleo familiare). Si toglie infatti il reddito del nucleo familiare e si aggiunge l'affitto (fino ad un massimo di 3.360 euro annui per affitto o 1.800 euro annui per mutuo). Il tutto, infine, si divide per 12 e si ottiene il reddito mensile di cittadinanza previsto al momento dal decreto.

Ipotizziamo quindi un reddito del solo single / della sola ragazza madre / del solo coniugato pari a 4.800 euro annui (400 euro al mese). Ipotizziamo poi un affitto di 2.400 euro (200 euro al mese, seminterrato in affitto per il single), di 3.120 euro (260 euro al mese, monolocale in affitto per la ragazza madre) e 2.400 euro al mese (200 euro al mese, monolocale in mutuo per il coniugato). Come detto, l'ultimo valore - 2.400 euro - è bloccato a 1.800 euro in quanto viene superato tale valore massimo ammesso.

Con tali dati otteniamo, rispettivamente, un assegno mensile di cittadinanza pari a:

- per il single (6.000-4.800)+2.400=3.600 euro annui. 3.600/12=300 euro mensili

- per la ragazza madre (7.200-4.800)+3.120=5.520 euro annui. 5.520/12=460 euro mensili

- per il coniugato (12.600-4.800)+1.800=9.600 euro annui. 9.600/12=800 euro mensili.

Considerato il reddito al netto di affitto o mutuo per ciascuno di essi, vediamo allora come cambia la vita per il nucleo familiare associato a ciascuno di essi:

- per il single si passa da (4.800-2.400)/12=200 euro (senza reddito di cittadinanza) a 200+300=500 euro (con reddito di cittadinanza). Un miglioramento importante.

- per la ragazza madre con figlio si passa da (4.800-3.120)/12=140 euro (senza reddito di cittadinanza) a 140+460=600 euro (con reddito di cittadinanza). Un miglioramento sostanziale.

- per il coniugato con moglie e 4 figli si passa da (4.800-2.400)/12=200 euro (senza reddito di cittadinanza) a 200+800=1.000 euro (con reddito di cittadinanza). Più che un miglioramento, un salvavita.

Da questi ultimi conti si capisce chiaramente come la misura sia rivolta soprattutto all'ultimo caso.

Complessivamente, gli esempi di sopra ci fanno capire come ha ragionato il legislatore: si agevolano i nuclei familiari con più figli, innanzitutto. Poi, ci si rivolge a chi paga per affitto meno di 280 euro al mese e meno di 150 euro al mese di mutuo. Soprattutto, ci si rivolge a chi ha un reddito sotto i 500 euro al mese. Parliamo, cioè, non tanto di situazioni precarie o difficili: parliamo di situazione davvero ai limiti della sopravvivenza, nei quali casi viene davvero da chiedersi come abbiano fatto finora a sbarcare il lunario.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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