Polkadot: Gavin Wood pubblica il resoconto 2020

Polkadot

Il 2020 si è chiuso benissimo per il token DOT. Una criptovaluta che si è imposta come soluzione più dffusa per lo staking. Per il suo creatore, il 2021 porterà risultati ancora più esaltanti.

Abbiamo parlato di blockchain e Polkadot in questo articolo.

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Gavin Wood, creatore di Polkadot, fa il punto del trascorso 2020. E traccia le prospettive per il 2021.

Lo fa in un articolo del 30 dicembre pubblicato sul portale ufficiale del progetto. A questo link. Un articolo per gli utenti della piattaforma. Che illustra i notevoli progressi compiuti fino a dicembre 2020 ed anticipa quello ci attende nel 2021.

Polkadot roundup

Gavin Wood mette subito in evidenza l’ascesa di Polkadot. Divenuta, sulla base dei volumi, la criptovaluta numero uno per lo staking.

Lo conferma il portale Staking Rewards. Tenete conto che il supply complessivo di token DOT supera il miliardo di token, di cui circa 900 milioni già circolanti, pari a oltre 8 miliardi di dollari. Bene. Di questi, più del 60% è bloccato in staking. Per una cifra intorno ai 5,2 miliardi di dollari.

A dicembre abbiamo assistito ad una ascesa del prezzo incredibile.

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Polkadot, come evidenzia Wood, è stata una dei 10 Altcoin più performanti di fine anno. Il suo prezzo ha guadagnato oltre il 56% in meno di un mese, ed ora è al sesto posto per capitalizzazione. Dopo Litecoin e prima di Bitcoin Cash.

274 validatori, gestiti da circa 200 operatori indipendenti e sostenuti da oltre 7.000 account individuali. Polkadot è probabilmente la rete a maggior valore aggiunto, e quindi sicura, più decentralizzata in tutto l’ecosistema.

Ricordiamo che Polkadot è innanzitutto un protocollo per la interoperabilità multi-chain. Pertanto, il bridging e la connettività rimangono i settori di applicazione principali per la diffusione ed il successo del protocollo.

In tal senso, per Wood, sono nati nel 2020 progetti come Acala e Moonbeam. Il primo è un progetto DeFi di Polkadot. Il secondo, invece, è un toolkit compatibile con Ethereum per il deploy degli smart contract. Entrambi, quindi, consentono la piena compatibilità con Ethereum.

Il framework di costruzione blockchain di Polkadot si chiama Substrate.

Con la versione 2.0 di agosto 2020, ha raggiunto ottime capacità di integrazione a livello di protocollo. Implementando funzionalità come la “off-chain worker”, con cui gli sviluppatori possono accedere alle informazioni dall’esterno della blockchain senza bisogno di oracoli.

Per Wood, la community di idee e progetti per Polkadot è cresciuta molto nel 2020. Si contano oltre 100 team e progetti che lavorano su tanti casi d’uso.

La sola Cina ha oltre 30 team che stanno costruendo sistemi, progetti e componenti per l’ecosistema Polkadot.

Oltretutto, giusto a novembre la Blockchain Service Network cinese ha aggiunto Polkadot nella lista delle blockchain pubbliche supportate.

La prima metà del 2021 porterà innanzitutto la versione 3.0 di Substrate. Con cui poter crescere ulteriormente nella interoperabilità cross-chain. Secondo Wood, Substrate 3.0 porterà Polkadot alla piena compatibilità con Ethereum.

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FONTE: https://polkadot.network/

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