Pensione: anticipare la data con un piano crypto #2

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Seconda parte dell’articolo su come accelerare il pensionamento investendo in criptovalute. Il precedente articolo è a questo link.

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Pensione e crypto. Continuiamo a parlare di questo insolito binomio. Ripartendo dalla comunità FIRE.

FIRE, acronimo per Financial Independence, Retire Early, possiamo definirlo un movimento anti consumista. Nato dal bestseller del 1992 “Your money or your life. Transforming your relationship with money and achieving financial independence“, di Vicki Robin, Joe Dominguez.

Oltre al libro, il gruppo FIRE si ispira alla popolarità del blog Mr. Money Mustache. Un blog che ha ispirato milioni a seguire l’esempio di come lasciare il proprio lavoro da ingegnere informatico a 30 anni. Tagliando al massimo le proprie spese, chiaramente. Ed investendo gran parte del proprio salario da 67.000 dollari in fondi indicizzati.

Ed arriviamo a FIRE.

Alla base c’è un concetto semplice. Moltiplichiamo le nostre spese annuali per 25. E calcoliamo quanto ci serve per andare in pensione, in base alla regola del prelievo annuale al 4%. Una regola descritta anche da Investopedia, a questo link. Ad esempio, chi spende 50.000 dollari l’anno dovrà compensare accumulando circa 1,25 milioni di dollari.

risparmiatore che esegue calcoli

I membri della community FIRE si muovono ragionevolmente e metodicamente verso l’obiettivo, dice Captain FI, un blog del gruppo FIRE conosciuto in precedenza. Gestito da un semipensionato a 30 anni. Il quale ha lasciato il suo lavoro da pilota dopo aver risparmiato circa l’80% del suo stipendio per anni.

Si tratta praticamente di fare alcune scelte intelligenti presto nella vita. Per poter raccogliere i frutti più tardi. Sostanzialmente, con FIRE continui a farlo, forse per altri 5 o 10 anni, accumulando asset che generano flussi di cassa per coprire il costo della vita.

Diciamolo subito.

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Il risparmiatore metodico per la pensione, con orizzonte di lungo termine, non è certo il prototipo dell’investitore crypto. Che invece è animato dalla mentalità dell’arricchirsi in fretta, tutto e subito. Fatto sta che il pubblico demografico è di fatto lo stesso.

Molte persone nella comunità FIRE tendono ad essere uomini bianchi tra i 25 e i 35 anni che lavorano nel mondo della tecnologia.

Aggiunge la sua anche The FI Explorer. Altro blog conosciuto del gruppo FIRE.

La posizione comune è altamente scettica. Credo sia probabilmente sano in un certo senso.

La comunità FIRE coinvolge prevalentemente portafogli a basso costo. Prevedibili ma ben diversificati. E sottolinea fortemente la questione del piano di accumulo del capitale e il risparmio. Su un lungo periodo di tempo, con rendimenti composti.

Quindi, credo che le criptovalute ne siano l’antitesi. A prima vista, si presenta come la sorta di truffa per arricchirsi in fretta. Da cui la gente avverte di stare alla larga.

Insomma, lo spirito di FIRE e quello del tipico investitore “to the Moon” crypto non vanno molto d’accordo.

Tanti, come Mr. Money Mustache, sono fortemente contrari alle criptovalute. Leggiamo ad esempio questo articolo. In cui le crypto sono definite, senza mezzi termini, una bolla, altro che considerarle per accelerare la pensione.

Tutta questa situazione è solo il vecchio gioco della speculazione azionaria basata sullo slancio del prezzo. Che a sua volta è semplicemente un’altra forma di gioco d’azzardo.

Un altro parere della comunità FIRE, molto seguito dai membri, è quello riportato sul blog Barefoot Investor. L’autore in questo post mette in guardia tutti sui rischi legati agli investimenti in criptovalute. Addirittura, per lui le crypto si basano interamente sulla “teoria dello sciocco più grande“. Una teoria ben tracciata tra le pagine di Investopedia, a questo link. Insomma, per vincere (e non fare la parte dello sciocco) devi trovare uno che lo sia più di te: “vinci solo quando uno sciocco più grande compra a un prezzo più alto“.

Diverso è invece il discorso per gli investimenti in fondi indicizzati.

Se vuoi vendere i tuoi noiosi fondi indicizzati e dormire con i cani, posso quasi garantirti che eventualmente ti sveglierai con addosso pulci finanziarie.

Ancora più estrema è la posizione di Tom Ellison. Commentatore finanziario sul blog The Naked Investor. Il quale spiega che è avvenuta una discussione interna sul tema delle crypto. Ed è stato concordato che le valute virtuali non vanno considerate. Nell’interesse della tutela dei consumatori.

[Le criptovalute] non sono una valuta. Non sono un investimento finanziario ai sensi della legislazione australiana. Ma non c’è dubbio che abbiano creato ricchezza per molte persone.

Nella prossima parte dell’articolo leggeremo le esperienze di chi, nel movimento FIRE, ha saputo cogliere le occasioni del mercato del Bitcoin.

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FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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