PayPal aggiunge i pagamenti con criptovalute

PayPal

PayPal fa ingresso nel mondo delle monete virtuali. Nel senso che integra tale forma di pagamenti nella propria piattaforma. Qualcuno nella comunità crypto esulta, altri guardano con sospetto.

Abbiamo parlato di criptovalute e PayPal in questo articolo.

Ledger Nano X - The secure hardware wallet

Una notizia di questi giorni riguarda PayPal e le criptovalute. Una notizia che ha dato nuovo impulso alla crescita del Bitcoin. Ma che ha diviso i pareri della community crypto.

Andiamo ai fatti. PayPal annuncia di voler integrare i pagamenti con criptovalute nella propria piattaforma. E, come in tanti avranno notato, la notizia ha provocato una immediata crescita del Bitcoin, che ha toccato oltre 13 mila dollari. Per la prima volta da giugno 2019.

Poi, sentiamo i pareri. Per molti, la mossa di PayPal non porterà a nulla di permanente.

Nulla all’infuori di un momentaneo aumento del prezzo della moneta virtuale.

Trezor - hardware wallet

Per SatoshiLabs, i realizzatori del wallet hardware Trezor, “l’integrazione di Bitcoin in PayPal non è una mossa nell’interesse dell’adozione dell’asset“.

E lo scrivono il 21 ottobre scorso nella propria pagina ufficiale. Ecco il link del post, Dal titolo “Why you should not use Paypal for Bitcoin”.

Per gli ideatori di Trezor, PayPal ha deciso di iniziare a vendere Bitcoin “non perché abbiano alcun interesse a stimolare un’adozione sana dell’asset“. Infatti, come nel caso degli exchange di criptomonete – Binance, Coinbase eccetera – si tratta pur sempre di un servizio di servizi custodia centralizzato. Per cui vale il solito adagio:

Se non possiedi le tue chiavi, non possiedi le tue monete.

Gli utenti, insomma, non avrebbero realmente il possesso delle criptovalute acquistate su PayPal.

Qualora milioni di nuovi utenti scoprissero Bitcoin tramite PayPal, essi potrebbero soffrire di una grave lacuna informativa. Che metterebbe a repentaglio la loro esperienza. E minerebbe i principi chiave della crypto stessa.

Nessuno dovrebbe considerare il denaro detenuto interamente da terzi come di loro proprietà. Più di una volta gli exchange hanno perso i fondi degli utenti. E spesso non hanno accolto le richieste di rimborso.

Nel lungo periodo, se PayPal procede senza consultare la community e senza lasciare che gli utenti controllino le proprie chiavi, non offrirà alcun valore all’ecosistema.

Il rischio maggiore è che il loro prestigio nel settore dei pagamenti elettronici tradizionali venga scambiato per competenza anche in materia di criptovalute. Questo minaccerebbe i consigli così attentamente elaborati dalla nostra community. Che potrebbero andare perduti nella massa di utenti male informati che PayPal porterebbe nell’ecosistema.

Siamo alle solite. Imprese storiche del settore crypto che sconsigliano di detenere asset sugli exchange.

Insomma, ricordano a tutti di custodire in proprio le chiavi private.

Magari proprio su un hardware wallet come Trezor, o Legder. Che, evidentemente, resistono ad attacchi hacker. Ad errori e bug. E, soprattutto, ad amministratori furfanti.

ATTENZIONE! Custodisci sempre Bitcoin e monete virtuali in un hardware wallet. L’unica vera soluzione contro gli hacker. Tra le soluzioni più sicure, segnaliamo Ledger e Trezor.

Interviene anche il CEO di Blockchain.com.

Peter Smith. Il quale afferma che l’iniziativa di PayPal è “altamente centralizzata e inflessibile“.

L’abbiamo visto con Robinhood e lo vediamo di nuovo oggi. Le crypto sono nate per riguadagnare la libertà finanziaria. Sono una forma di denaro che chiunque può controllare, in qualsiasi luogo.

Siamo entusiasti di vedere nuovi utenti che si avvicinano all’ecosistema. Ma una soluzione non-custodial è fortemente limitante. Così facendo, non potrete detenere da soli le vostre criptovalute. E non potrete effettuare transazioni liberamente.

Ricordiamo, allora, che l’adozione mainstream delle criptovalute ha compiuto enormi passi avanti durante il 2020. Un esempio lo è l’acquisto di 415 milioni di dollari di Bitcoin da parte di un gigante come MicroStrategy. O Grayscale, che ha largamente ampliato gli asset gestiti all’interno dei suoi crypto trust.

Insomma, tanti player del settore delle criptovalute considerano la mossa di PayPal insignificante nell’ottica di maggiore adozione del Bitcoin. O peggio. Come Simon Taylor, cofondatore della società di consulenza fintech 11:FS. Che, intervistato da Reuters, si esprime così.

La domanda è: qualcuno userebbe i Bitcoin acquistati su PayPal per le transazioni commerciali? Secondo me questa è un’incognita.

Con lui è d’accordo anche David Birch. Direttore della società di consulenza Consult Hyperion. Per questi “la mossa di PayPal non farà molta differenza per Bitcoin“.

Se tutti questi avessero ragione, tra qualche giorno, dovremmo vedere il Bitcoin tornare a prezzi più bassi. Magari, trascinandosi anche parecchie Altcoin. Che, peraltro, non hanno minimamente seguito il Bitcoin nella sua recente ascesa.

Billfodl - seed custodian

FONTE: http://blog.trezor.io/

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