Domenica, 10 Giugno 2018 12:00

pagamento multe in ritardo: ricorso contro gli aumenti

Come noto, la multa pagata subito consente di evitare successivi, sensibili rincari. Ma è davvero legittimo far lievitare la multa in così poco tempo, o è possibile far ricorso?

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di multe agli automobilisti.

Lo abbiamo imparato, purtroppo a nostre spese: se riceviamo un verbale di multa, abbiamo un termine preciso - e molto stretto - per pagare l'importo previsto godendo di un consistente sconto. Oppure, possiamo corrispondere esattamente quanto dovuto (senza sconto). Oppure, ancora, possiamo provare a fare ricorso.

Esiste una quarta strada: non seguiamo nessuna delle predette. Ecco che, implacabilmente, l'ente impositore dello Stato applica una maggiorazione sull'importo iniziale della multa pari al 10 percento per ogni semestre di mancato pagamento.

Almeno in teoria: più volte, in realtà, la giurisprudenza nel passato si è espressa in merito mettendo in dubbio la legittimità di questa misura sanzionatoria. Insomma, è troppo chiedere di aggiungere all'importo completo della multa pure il 10 percento di sanzione aggiuntiva a semestre. Al riguardo, si vedano le sentenze della Cassazione n.4554 / 2018 e la sentenza n.21259 / 2016. Il punto è che è dubbia la legittimità di una così elevata maggiorazione sulle multe, anche perché non corrisponde a ciò alcuna proporzione risarcitoria - come riconosciuto dalla sentenza n.308 / 1999 della stesso corte. Insomma, sembra una pura vessatoria contro il cittadino, una 'punizione' sproporzionata.

Più in dettaglio, il calcolo degli interessi sulla multa non prevede alcun atto intermedio tra emissione / notifica del verbale e accertamento della cartella esattoriale - è applicato sulla sanzione finale, autodeterminata in base all'articolo 203 del codice della strada. Gli interessi, quindi, sono fatti decorrere in maniera retroattiva dal momento della scadenza del termine risultante dal verbale di accertamento per il pagamento della multa con lo sconto. E allora, la maggiorazione di cui sopra rischia inevitabilmente di diventare una sanzione ulteriore, fuori misura ed iniqua, grave ed afflittiva soprattutto perché il cittadino (trasgressore, certo) non può in alcun modo conoscerne prima l'ammontare finale della multa. Aspetto, quest'ultimo, che fa a dir poco discutere.

Per trarre le somme, diciamo che senza dubbio c'è ampio spazio per tentare la via del ricorso. Poi, va visto se, come e quando reagisce la giustizia italiana.

Aggiungiamo un altro elemento ancora: la maggiorazione di importo in questione si applica anche a tutte quelle multe che hanno importo tutto sommato irrilevante. E che, tutte insieme, colpiscono il portafoglio di tante persone con difficoltà economiche e redditi bassi, che quindi si trovano in serie difficoltà a pagarle.

Direte voi, allora cerca di evitare la multa, rispettando il codice della strada. Non è semplicissimo, specialmente nelle grandi città e nei casi del gigantesco popolo dei micro pendolari, che con la propria vettura rimbalzano quotidianamente tra periferia e centro città per lavoro. Proprio in questi casi, a Roma, il Comune ha autonomamente provveduto a 'mitigare' queste penalizzazioni con il seguente criterio: gli interessi sanzionatori si contano solo per gli ultimi due anni che precedono la notifica della cartella esattoriale. Per il resto, rimane il criterio di risparmio più semplice: evitare la multa, e se proprio non ce la fai pagala in modo tempestivo, almeno così usufruisci dello sconto o, equivalentemente, eviti il rincaro.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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