Giovedì, 29 Novembre 2018 15:41

mercato immobiliare: i numeri parlano di ripresa

Stando alle cifre dei mutui concessi dalle banche per acquisto immobiliare, cresce il numero di persone che comprano casa (con mutuo). E' un segnale di ripresa?

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di mercato immobiliare.

Apparentemente, se il numero di mutui concessi per acquisto immobiliare cresce vuol dire che il trend negativo finora visto - di fatto, la stagnazione delle compravendite immobiliari - ha invertito la rotta. Insomma, apparentemente sembra che gli italiani stiano tornando ad investire sul mattone. E che le banche si fidano a concedere i necessari mutui. Ancora, vuol dire che più facilmente si incontrano domanda ed offerta, finora bloccate da opposte esigenze (comprare a poco, da un lato, e non voler svendere, dall'altro). Analizziamo bene la notizia.

La fonte è il Notariato, che riferisce periodicamente i dati di vendita. Ultimamente, per i dati tra gennaio e giugno 2018, si nota un aumento di compravendite di immobili e, in parallelo, un aumento della cifra totale concessa per i relativi mutui.

Ancora, si legge che sono scesi i prezzi di vendita, e con ciò sono diventati più accessibili a molti italiani con possibilità economiche limitate. Ma non solo: in base all'indagine del Notariato, più della metà degli immobili venduti sono nella fascia medio alta, solo un terzo nella fascia economica e per il resto della fascia di lusso (parliamo di case con valore dal milione di euro in su).

Gli italiani, quindi, stanno sfruttando il momento di calo dei prezzi degli immobili e banche più propense a concedere mutui: hanno nuovamente fiducia nel mercato immobiliare. Lo dicono i numeri: 443 mila compravendite nei primi 6 mesi dell'anno, di cui 335  mila per fabbricati. Di cui, a sua volta, 177  mila con agevolazione per prima casa. Finale, più della metà delle compravendite sono in agevolazione prima casa.

Tra gli immobili, per la maggior parte (la metà) sono immobili accatastati A/2, ossia di tipo civile; immobili di tipo economico A/3 sono invece per il 30 percento, mentre si tratta gli immobili A/7, ossia villette, per il 10 percento. Tra i soggetti interessati alla compravendita, la quasi totalità (90,78 percento) sono privati, mentre solo il 9,23 percento riguarda imprese.

Ma il dato positivo è anche il numero di mutui concessi per tali acquisti: nei 6 mesi considerati sono state finalizzate 193 mila erogazioni di mutui, il 5,92 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2017. E sono cresciuti anche gli importi: sono stati erogati prestiti mediamente per 150 mila euro, ma anche in buon numero prestiti per 200 o 300 mila euro. Cifre impensabili fino a pochi anni fa.

Diamo un'occhiata anche ai tempi: quanto tempo serve per ottenere un mutuo? Tecnocasa dice che i tempi dell'istruttoria si sono un po' ridotti rispetto a prima. Esempio, a Milano e Roma nel 2017 occorrevano 141 giorni, oggi servono 134 giorni. Numeri che ovviamente crescono per i capoluoghi di provincia. Per completezza, evidenziamo che le città dove i tempi sono ancora lunghi sono Bari, Verona e Genova.

Guardando al dettaglio di chi attiva il mutuo, per il 72 percento dei casi l'acquirente è una coppia con o senza figli, nella fascia di età tra 18 e 44 anni, per il 56,2 percento dei casi. Chi vende lo fa nel 55,9 percento dei casi per ottenere liquidità.

Come noto, in caso di mutuo a rischio si attiva il fondo di garanzia. Come riferisce 'Il Giornale', gli stanziamenti attuali possono coprire le esigenze fino a fine anno. Per il direttore generale dell'ABI, Giovanni Sabatini, "Bisogna favorire l’acquisto della prima casa per molte famiglie, soprattutto composte da giovani di età inferiore ai 35 anni, senza che siano richieste ulteriori garanzie oltre all'ipoteca sull'immobile da adibire ad abitazione principale e sostenere il mercato immobiliare residenziale".

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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