l’utility IndImm minaccia la blockchain di Ripple

IndImm per Ripple
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L’utility in questione consente l’upload di files di qualsivoglia dimensione sulla blockchain di Ripple. Lì resterebbero immutati per eventuali successive letture e condivisioni. Obbligando indistintamente tutti i nodi della rete Ripple a sovraccaricarsi inutilmente di tali dati.

Abbiamo parlato di iniziative riguardanti Ripple in questo articolo.

E’ recentemente apparso un post su Twitter. In cui un ignoto sviluppatore pubblicizza il suo prodotto, dal titolo eloquente: “IndImm – Upload Any Size File to Ripple Blockchain“. Ecco il link del canale Twitter ed il link della pagina del progetto su GitHub.

L’utility offre la possibilità di caricare sulla blockchain di Ripple qualunque tipo di file. Soprattutto, di qualunque dimensione. Per poi essere indicizzato, condiviso e scaricato da altri utenti. Sfrutta un protocollo appositamente sviluppato, dal nome IndImm Messaging Protocol (IMP). Il file così inserito nella blockchain di Ripple diventa non più cancellabile, modificabile o censurabile.

L’idea non è malvagia. Uno strumento alternativo per condividere files su una piattaforma già esistente e di elevata diffusione come Ripple. Agevolando, da un lato, l’ulteriore diffusione della rete della moneta virtuale. Dall’altro lato, rendendo l’upload assolutamente anonimo e praticamente gratuito, transaction fee a parte.

Tutto bello. Se non fosse per un aspetto. La blockchain di Ripple è fatta per custodire dati senza possibilità di successive modifiche o eliminazioni. Dati che servono a tutti. Ossia, il registro delle transazioni dei token di Ripple ed ogni informazione a ciò collegata.

Nient’altro. Già così, la mole di dati a carico dei vari nodi della rete Ripple è gigantesca e frena la scalabilità della rete.

Figurarsi se si offre la possibilità a chicchessia di aggiungere qualsivoglia file. Semplicemente per condividerlo con la sua stretta cerchia di amici e conoscenti. Per questo utilizzo, vanno benissimo sistemi di tipo cloud. Che, dopo un certo tempo di mancato utilizzo del file, lo cancellano per liberare spazio.

Chiaramente, i massimi esponenti della blockchain di Ripple sono saltati sulla sedia. A partire da Wieste Wind. Fino al CTO David Schwartz. Tutti si sono agitati per trovare una soluzione. E limitare ogni utilizzo dell’utility IndImm che risulti dannoso per la blockchain di Ripple.

Wietse Wind, fondatore degli XRP Labs, ha pprima elogiato l’iniziativa. Si è complimentato con lo sviluppatore di un progetto certamente rivoluzionario per la blockchain di Ripple. Poi, ha evidenziato che qualcuno potrebbe utilizzare tale strumento per ingolfare la blockchain. E rendere la rete Ripple ingestibile.

Sono preoccupato. Gestisco un nodo storico completo sul ledger XRP. Sono molto spaventato da ciò che accadrà quando il vostro servizio sarà usato in modo concreto.

È questione di tempo prima che vengano caricati contenuti illegali. Soprattutto, a causa dell’odio verso la community XRP da parte dei massimalisti. Mettiamo che qualcuno carichi contenuti pirata. O, peggio, immagini pedopornografiche.

Allora, nessuno sarebbe in grado di rimuoverle dai propri server con la cronologia completa. Sarebbe un vero e proprio incubo giuridico. Non solo per me, ma anche per tutti gli appassionati di XRP Labs e le aziende.

A lungo termine, propongo di aumentare in modo esponenziale la commissione minima di transazione. Qualora vengano inviate note di grandi dimensioni. Ciò renderebbe questo tipi di utilizzo non praticabile.

Di nuovo: apprezzo molto i vostri sforzi per lo sviluppo del ledger XRP. E vi prego di proseguire su questa strada. Ma se volete archiviare i file, considerate l’uso della tecnologia.

Insomma, IndImm è una bella idea, dice Wind. Ma forse non è stato considerato che l’utility potrebbe essere usato per danneggiare Ripple e chi lo gestisce.

Altre possibili soluzioni vengono dal CTO di Ripple, David Schwartz. Costui propone di processare le transazioni di grandi dimensioni dando loro bassa priorità. E di lasciarle in sospeso per molto tempo prima di entrare nella blockchain. Oppure, si potrebbero imporre trasaction fee molto alte per gli account che caricano grandi file.

L’aumento delle fee per grandi file appare una soluzione non completamente risolutiva. Ad esempio, una “balena” potrebbe pagare anche cifre altissime per congestionare la rete di Ripple. Magari scommettendo sul ribasso della moneta virtuale. E quindi, alla fine, guadagnandoci. Oppure, potrebbe distribuire grandi file su tanti diversi account. Per depistare la sua iniziativa dolosa.

Il dibattivo della comunità si sta orientando perciò sull’altra soluzione. Abbassare la priorità di inserimento di grandi file nella blockchain. Nel mentre, IndImm è ancora in fase beta. Il rilascio non è comunque per oggi, ma in futuro.

Il punto fermo è che, così com’è, IndImm non può lavorare sulla rete Ripple. Altrimenti, in un qualunque momento chiunque può intasare la blockchain, facendo crollare il prezzo del token. Equivalentemente, può congestionare i nodi, facendo innalzare i costi di gestione dei relativi server.

FONTE: https://cryptonomist.ch

2 commenti

  1. Articolo molto interessante, sembra che l’effetto negativo della notizia sull’Indestructible. Immutable. Infinite File Storage abbia iniziato a contribuire al crollo del prezzo del XRP. Purtroppo, nel mondo delle cryptomonete, funzioni come quelle offerte dall’Indimm non potrebbero che essere usate negativamente danneggiando l’immagine di un progetto, quello del Riple, finora solido e sicuro. Adesso, piu’ di prima un hard fork e’ d’obbligo se non vogliamo assistere al fallimento della piattaforma Ripple.

    1. probabilmente è sbagliato usare una blockchain come un cloud. la blockchain serve per custodire dati di gestione delle transazioni. dati immutabili e condivisi con tutti i nodi della rete. il cloud è un’altra cosa: file di interesse solo di alcuni utenti e da cancellare quando non più utili.

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