l’exchange QuadrigaCX è ufficialmente in bancarotta

Gerald Cotten di QuadrigaCX

Purtroppo la notizia della bancarotta di QuadrigaCX non ci coglie di sorpresa. Bene o male, ci aspettavamo l’insuccesso dei pallidi tentativi di recuperare i fondi in criptomonete. Bloccati, come sappiamo, da alcune password che solo il defunto fondatore dell’exchange conosceva.

Abbiamo parlato di QuadrigaCX in questo articolo.

Ce lo dovevamo aspettare. Il defunto Gerald Cotten è stato bravo a rendere impenetrabili i sistemi di accesso ai fondi del suo exchange. Risultato ne è che l’exchange canadese QuadrigaCX ha finalmente dichiarato bancarotta. Ce lo riferisce il portale di informazione locale CBC.

In dettaglio, il giudice Michael Wood della Corte Suprema della Nova Scotia ha approvato la procedura di fallimento dell’azienda che gestiva l’exchange. Come consigliato da un documento di analisi di situazione e prospettive, prodotto per il tribunale dalla società di consulenza Ernst & Young.

Ossia, sostengono i legali di Ernst & Young, la procedura di ristrutturazione della società non è più conforme – come finora sostenuto – al Companies’ Creditors Arrangement Act (CCAA).

Invece che di saldo di crediti, i legali parlano di bancarotta per QuadrigaCX. Quindi, la procedura di ristrutturazione deve seguire il Bankruptcy and Insolvency Act (BIA). Con tutte le ovvie conseguenze per i poveri creditori. Che, ora, vedono allontanate le poche, residue speranze di riavere in tutto o in parte le proprie monete virtuali.

Riassumendo, ciò succede a causa della dimostrata impossibilità di recuperare i fondi dell’exchange. Sono definitivamente bloccati. Da quando, a dicembre scorso, il fondatore dell’exchange Gerald Cotten è improvvisamente deceduto.

La storia, ricorderete, è molto semplice. L’uomo era l’unico a conoscere i codici di accesso per sbloccare i fondi in criptomonete depositati sull’exchange. E, prima di morire, non ha confidato tale segreto a nessuno. Risultato, si è portato nella tomba le monete virtuali di oltre 100.000 clienti. Alla fine, di fronte a tali crediti insolubili, l’azienda si è inesorabilmente avviata al fallimento.

Al momento non è in alcun modo possibile accedere a forme di risarcimento che includano i beni della società o della moglie di Cotten. Il giudice Wood, infatti, ha negato la vendita, la rimozione o il trasferimento delle proprietà della compagnia. E stesso veto si applica anche ai beni della vedova Cotten, Jennifer Robertson.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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