la Russia introduce nuove norme sul diritto digitale

Bitcoin in Russia

La Duma, il Parlamento della Russia, ha approvato l’adozione di nuove norme sul diritto digitale. Entreranno in vigore da ottobre prossimo.

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute all’estero in questo articolo.

La discussione in Russia è iniziata intorno allo scorso autunno. Da allora, si dibatte sull’aggiornamento del quadro normativo inerente il diritto digitale. Finalmente, le modifiche al codice civile sono state approvate. Proprio ieri, con la terza e ultima lettura della Duma.

Il codice civile ora integra il concetto di “diritto digitale”. E ne stabilisce le modalità di esercizio e di trasferimento.

La notizia è diffusa con un comunicato stampa ufficiale. Pubblicato sul portale online della Duma:

Il diritto digitale è proposto nel senso di “obblighi speciali e altri diritti. I cui contenuti e condizioni sono determinati in conformità alle regole del sistema informativo che soddisfa i requisiti di legge. L’esercizio. La cessione, compreso il trasferimento. L’impegno. L’impedimento di un diritto digitale con altri mezzi o la limitazione dell’alienazione dello stesso. Tutto ciò è possibile solo nel sistema di informazione. Senza ricorso a terzi”.

Al riguardo Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, si è espresso così:

La legge per il diritto digitalie costituisce la base per lo sviluppo dell’economia digitale in Russia. Si tratta di una nuova area del nostro diritto. Ed è pertanto importante per noi consolidare i concetti fondamentali. Le nuove tecnologie vengono attivamente introdotte nella vita economica. Sia nel nostro Paese che all’estero. Ma i problemi di protezione giuridica sono rimasti irrisolti. Dopo l’adozione della legge, i cittadini e le persone giuridiche riceveranno garanzie aggiuntive. Consentendo loro di partecipare più attivamente allo sviluppo dell’economia del futuro.

In parallelo l’ex ministro dell’energia, Igor Yusufov, ha proposto l’introduzione di una moneta virtuale nazionale coperta dal petrolio.

Idea già sentita fuori dai confini russi. In Venezuela, dove esiste il Petro. La moneta virtuale nazionale. Che però ha obiettivi diversi. Evitare le sanzioni internazionali sui commerci e sulle transazioni finanziarie.

Aggiungiamo quanto afferma Aleksandr Zhuravlev. Collaboratore di un importante studio legale di Mosca.

È ovvio che il progetto corrente presenti dei difetti. Che potrebbero portare a delle ambiguità in alcune aree. Ad esempio, nel determinare la natura legale delle criptovalute e del mining. Oppure in molti altri aspetti come la gestione dell’eredità di asset digitali.

La Russia è una Nazione molto attiva nell’ambito delle criptomonete. E’ Patria di tanti sviluppatori ed imprenditori legati ai mercati di valute virtuali. A quanto pare, da ora potrà beneficiare di un quadro normativo più chiaro sulle valute virtuali. Col quale potrà attrarre nuovi ed importanti investitori nella tecnologia della blockchain.

Succede spesso quando si approccia una materia innovativa. Così, la normativa sul diritto digitale in Russia sarà certamente soggetta ad aggiornamenti. E correzioni. Sia di natura meramente tecnica che più marcatamente fiscale. Ad ogni buon conto, rileviamo un fatto importante. La Russia non ha seguito lo stesso percorso della Cina. O dell’India. Loro hanno scelto la via del proibizionismo. Avversando la libera circolazione degli asset digitali. Ed associandoli a pratiche illecite.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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