la bolla DeFi è imminente, dice Ryan Selkis

DeFi

Lo afferma il fondatore di Messari, il portale di statistiche su criptomonete. A suo dire, la bolla di prodotti DeFi sta per scoppiare. E tutti quelli hanno investito in questo tipo di asset potrebbero avere brutte sorprese.

Abbiamo parlato di infrastrutture DeFi in questo articolo.

Ryan Selkis lancia la sua previsione: tra poco esploderà la bolla DeFi.

Intanto, cos’è DeFi. L’acronimo vuol dire Decentralized Finance. In breve, è la finanza decentralizzata. Prodotti ed infrastrutture finanziarie regolati tramite smart contract . E che operano su blockchain. Insomma, sono asset analoghi ad un prodotto finanziario derivato. O strutture funzionalmente simili ad un istituto di credito. Ma che non hanno bisogno di intermediario. Né di autorità centrale.

Ryan Selkis è il fondatore della piattaforma Messari. Un portale ricco di dati, informazioni e statistiche sul mondo crypto. Costui ha paragonato l’imminente, dice lui, esplosione della bolla DeFi a quella delle ICO. Le Initial Coin Offering.

Selkis dice la sua in un post del 10 settembre sul proprio canale Twitter.

La bolla DeFi scoppierà prima di quanto la gente si aspetti.

Il settore si sta pericolosamente avvicinando a essere uno schema Ponzi. Basta vedere le truffe. Lo yield hopping e le fee di Ethereum. Che erodono una parte considerevole dei profitti degli utenti che non sono whale.

Tanti sono i prodotti DeFi nati recentissimamente. Ed altamente appetibili, in termini di tassi di interesse e bonus vari.

Ma, come dovremmo sempre ricordarci, elevati profitti è spesso simonimo di elevati rischi.

Tanti sono infatti i progetti non proprio legittimi. Che attraggono investimenti. E poi, alla prima occasione, scompaiono con il denaro raccolto. Questa “pratica” ha anche un nome, “rug pull“.

Un esempio? SushiSwap. Il direttore del progetto è anonimo. Sappiamo solo il suo nickname, Chef Nomi. Ebbene, è scappato con parte del bottino. Lasciando a Sam Bankman-Fried, il CEO dell’exchange FTX, l’onere e la responsabilità di portare avanti quanto rimane del progetto.

Citiamo ancora Selkis.

Il boom delle ICO è andato avanti per un po’ di tempo. Perché tutti (incredibilmente) pensavano che ci sarebbe stato un utility token abbinato a ogni settore.

DeFi è solo una grande massa di capitali che girano intorno a un piccolo gruppo di addetti ai lavori. E mercenari che presto non avranno più vittime da spennare.

In effetti, il paragone di Selkis tra ICO e DeFi sembra azzeccato. L’atmosfera nella community del 2017 è simile a quella di oggi. Allora, progetti a malapena in forma di idea, senza alcuna concretezza, riuscivano a raccogliere milioni di dollari in pochi minuti. Oggi, avverte Selkis, tanti progetti DeFi potrebbero condividere gli stessi rischi. E lo stesso destino.

Beninteso, il fondatore di Messari non vuole demonizzare il settore.

Ma i sospetti sulle DeFi, dice Selkis, sono dietro i profitti troppo elevati.

Per quel che vale la mia opinione, adoro queste nuove sperimentazioni.

Come le ICO, lo yield farming ed il liquidity provisioning sono innovazioni inedite nel processo di raccolta dei capitali. Le persone intelligenti stanno facendo una fortuna.

Ma non mi sento di consigliare investimenti DeFi alla maggior parte delle persone, come non consiglierei a dei novellini di andare a Las Vegas per giocare a poker.

Tiriamo le somme del discorso. I progressi nel settore DeFi sono tanto spediti quanto inarrestabili. E possono aiutare lo sviluppo dell’intero settore crypto. Specialmente all’inizio, sono comunque esperimenti non esenti da rischio. Ma qual è la novità?

FONTE: https://twitter.com/twobitidiot/

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