la Blockchain a Napoli: l’intervista a Felice Balsamo

Felice Balsamo e Bitcoin
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Esiste un progetto già avviato per portare le tecnologie della blockchain ai cittadini di Napoli. Facciamo il punto sull’iniziativa del Comune partenopeo per l’innovazione della Pubblica Amministrazione locale.

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute in Italia in questo articolo.

Napoli e la blockchain. Uno strano, inatteso binomio per molti italiani. Ma chi l’ha detto che le iniziative governative nel settore delle monete virtuali e della blockchain avvengono solo all’estero, mentre da noi siamo sempre miopi ai suoi potenziali vantaggi? A fronte di una macchina burocratica per l’amministrazione partenopea negli anni dimostratasi “arrugginita“, gli amministratori locali provano ad innovarla tentando la carta delle tecnologie della blockchain.

Dunque, circa un anno fa il Comune ha creato un gruppo di lavoro. Per proporre, elaborare ed eventualmente attuare progetti basati sulle tecnologie della blockchain. Facciamo il punto di situazione con il responsabile del progetto per il Comune, Felice Balsamo. Intervistato da Cointelegraph. Di seguito la sintesi dell’intervista.

Punto uno. L’idea di questo progetto nasce nel 2017. Sotto la spinta del sindaco, Luigi De Magistris, e del suo vice, Enrico Panini, nel 2018 è stata individuata la competenza all’interno del Comune ed è stato raccolto il supporto esterno di professionisti e cultori della materia.

Punto due. Gli obiettivi del progetto. Innanzitutto, studiare e capire il fenomeno. E le sue potenziali applicazioni nell’ambito dell’amministrazione pubblica.

Tra cui, evidentemente, si sono scelte quelle più direttamente fattibili. E meno onerose.

Il tutto ha portato a concentrasi su quattro temi:

  • la trasparenza. Certificare i documenti su blockchain e pubblicarli su internet. La soluzione individuata è la blockchain di Ethereum.
  • le criptovalute. Identificare le monete virtuali su cui consentire il pagamento di servizi erogati da idonee categorie commerciali. Si ipotizzano pagamenti in Bitcoin, Litecoin ed Ethereum. Sono avviate le attività di formazione per le aziende interessate.
  • il token. Uno stablecoin ancorato all’euro. Che funzionerà come TTS, Token Temporaneo di Sconto. In pratica, un buono sconto. Maturato dai cittadini attraverso attività “virtuose“, tipo smaltire correttamente i rifiuti o fruire del servizio di refezione scolastica. E rigorosamente non convertibile in euro, ma solo fruibile come sconto sul pagamento dei servizi. L’infrastruttura per la gestione dei token verrà gestita tra Università Parthenope di Napoli e ANM (Azienda Napoletana per la Mobilità).
  • le votazioni. Un’interessante applicazione è per gestire le votazioni. E’ il caso dei tanti referendum consultivi promossi dal Comune. Che però spesso non vengono svolti, perché hanno costi sensibili, tra cancelleria, seggi, vigilanti e scrutatori. La votazione elettronica consentirebbe di abbatterne drasticamente gli oneri. Tenendo saldi i criteri di sicurezza e trasparenza verso il cittadino. Una soluzione, attualmente al vaglio sia tecnico che legale, è la realizzazione di una cabina elettorale all’Ufficio Anagrafe del Comune. Ossia, un PC collegato alla blockchain.

Punto tre. Il valore (fiat) sottostante il token.

Come sappiamo, uno stablecoin come il TTS ha bisogno di un valore sottostante, in moneta fiat, che garantisca il valore equivalente di tutti i token emessi.

Ma, nell’idea del Comune partenopeo, il TTS è qualcosa di diverso. Si tratta di un buono sconto, come detto. Cioè, chi lo matura entra in una sorta di programma di fidelizzazione. E non riceve alcun gettone commutabile con denaro circolante.

Punto quattro. La prospettiva a medio – lungo termine del progetto. E’ vero che il progetto nasce dalla volontà (politica) dell’attuale sindaco. Ma la sua realizzazione passerà in mano ad enti esterni, pubblici e privati. Come Università, CNR, associazioni di categoria. Idealmente, riunite in una apposita fondazione. Il Comune, in tutto ciò, funge da promotore e partner.

Il Comune di Napoli ha lanciato una sfida importante. Ardita e lungimirante. Forse ci riuscirà davvero. Nel qual caso, sarà merito di chi, nell’amministrazione locale, è riuscito a mitigare i tanti diversi interessi di categoria dei partecipanti ed ha trovato una rotta comune. Nel frattempo, fioccano iniziative di promozione culturale verso il cittadino. Un evento sulla blockchain e monete virtuali il 12 giugno, organizzato con l’ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Napoli. Ed un “hackaton” a settembre, una maratona di esperti di sicurezza informatica organizzata con l’Università di Napoli Federico II.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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