Venerdì, 07 Settembre 2012 19:59

nettezza urbana: TARSU illegittima dal 2010

La TARSU, acronimo che si traduce in parole povere con la tassa sulla nettezza urbana, per chi non lo sapesse è applicata in un regime transitorio, in attesa che sia assorbita in un'altra tassa, la TIA. Lasciando stare acronimi e loro significati, ci interessa che, con una sentenza storica un giudice tributario di Grosseto ha ritenuto illegittima la tassa in quanto il regime transitorio è scaduto senza ulteriori proroghe, mentre la nuova tassa non è ancora attiva. Quindi, non si deve pagare né l'una, scaduta, né l'altra, ancora da introdurre.

Ne abbiamo già parlato: EQUITALIA anche recentemente ha emesso cartelle piene di errori ed omissioni, quindi illegittime e dal valore nullo, a poveri cittadini che, se son sopravvissuti allo spavento, stanno ancora ragionando su come farvi ricorso. Dai partiti una proposta che - se passerà - potrebbe semplificarne l'annullamento di validità e quindi evitare a ciascun cittadino singoli ricorsi, avvocati ecc.. Staremo a vedere.

Mercoledì, 05 Settembre 2012 20:06

la Chiesa e l'IMU: altra occasione mancata?

Tra i molteplici passaggi "epocali" che ci si attendeva da Monti, accanto alla riduzione del numero di parlamentari ed alle economie sulle spese della "casta", vi era l'introduzione dell'obbligo per la Chiesa di contribuire all'IMU per i (tanti) immobili non direttamente adibiti al culto. Qualcuno ci ha creduto, qualcun altro invece si era mostrato dubbioso sin dal primo annuncio della misura. Fatto sta che, ad oggi, ancora la norma non è approvata. Mentre altre norme dirette al "comune" cittadino sono arrivate a destino rapidissimamente. Guarda caso.

Qualcuno pensa che si debba rinnovare (cioè continuare a pagare) l'assicurazione dell'auto perché altrimenti, a parte ovviamente perdere la copertura, si perde anche la classe di merito e bisogna ripartire dalla classe base, la 14. E' falso: la classe di merito dura 5 anni da quando si cessa di rinnovare la copertura assicurativa.

Una vigilessa di un comune irpino, feudo dei De Mita, ha fatto rispettare la legge impedendo che l'auto blu parcheggiasse in divieto di sosta sancito da un'ordinanza del comune in occasione di una sagra di paese. Mentre l'uomo della scorta borbottava il cognome del noto politico, ritenendo che ciò bastasse come passepartout. Alla fine, però, la vigilessa è stata richiamata per il suo operato. E si è sfogata con 'La Repubblica'.

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