Internet Computer mira agli Smart Contract su rete Bitcoin

Dfinity ed Internet Foundation

Il progetto di Dfinity Foundation vuole integrare la propria tecnologia di smart contract con il network del Bitcoin. Così da espanderne e casi d’uso e l’adozione di massa.

Abbiamo parlato di smart contract in questo articolo.

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Smart contract su Bitcoin, grazie a Internet Computer. Ecco l’idea della Dfinity Foundation, organizzazione che gestisce il progetto Internet Computer. Una iniziativa che potrebbe espandere le funzionalità della prima criptovaluta. Ed agevolarne una più ampia adozione mainstream.

Dominic Williams è fondatore e chief scientist della Dfinity Foundation. Proprio lui ha reso noto che utilizzerà la sua “chain key cryptography” per l’integrazione con la blockchain del Bitcoin.

Gli smart contract di Internet Computer avranno accesso alla liquidità di Bitcoin. Integrando nuove potenti funzionalità di smart contract su indirizzi Bitcoin nativi. Ospitati direttamente su Internet Computer, senza la necessità di servizi di bridging potenzialmente insicuri.

In dettaglio, gli smart contract su rete Internet Computer presenteranno indirizzi Bitcoin associati. Con cui dare accesso diretto alle transazioni sulla blockchain di Bitcoin. Con tempi ridottissimi: una tale transazione su Internet Computer richiede due secondi. Mentre ci vorrebbero 40 minuti su network Bitcoin. Il “trucco” è utilizzare le cosiddette “Bitcoin banks”. Unità di spesa che possono essere utilizzate direttamente su Internet Computer. Con i tempi di Internet Computer.

Ad inizio anno, Dfinity Foundation ha avviato un programma per sviluppatori da 223 milioni di dollari. Finalizzato a supportare ulteriormente lo sviluppo di blockchain e smart contract. Teniamo conto che la fondazione conta ad oggi sul sostegno finanziario di grandi società crypto. Andreessen Horowitz, ad esempio, e Polychain Capital. Ed sta così finanziando il proprio progetto Internet Computer, a suo tempo lanciato nel 2014.

Un progetto che fa parte di una più ampia iniziativa del settore.

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Con obiettivo rendere il Bitcoin più accessibile per le transazioni. Decentralizzare la finanza. E promuovere le tecnologie del Web 3.0. A cui partecipa anche la rete open source Stacks. I cui referenti, a gennaio scorso, hanno rivelato la loro visione per smart contract incentrati su Bitcoin. Attraverso l’utilizzo della blockchain layer-1 con un bridge nativo.

Oltretutto, altri sviluppatori sono pronti a fornire nuove applicazioni in vista del tanto atteso aggiornamento Taproot di Bitcoin. Un evento previsto per fine anno. Che ha già ricevuto un enorme supporto dai nodi di mining, i quali garantiranno l’attivazione del soft fork a novembre.

Diciamolo. Il Bitcoin non ha raggiunto tutti gli obiettivi voluti nel White Paper di Satoshi Nakamoto del 2008. I quali, ricordiamoli, mirano al diffuso impiego della criptomoneta come sistema di pagamento elettronico. Tuttavia, il Bitcoin si è finora imposto su larga scala come asset alternativo. Insomma, uno strumento di investimento globale. A maggio aveva raggiunto una capitalizzazione di mercato totale di oltre 1.000 miliardi di dollari. Cui poi, sappiamo, è seguita una decisa correzione di mercato. Ma resta la spinta in alto data dal crescente supporto istituzionale.

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FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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