in Georgia le criptovalute godono ora di esenzione IVA

Bitcoin in Georgia
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Nella ex Repubblica sovietica è stato firmato un importante disegno di legge. Volto a regolare gli aspetti fiscali delle criptovalute. Stabilisce che in Georgia le monete virtuali sono esenti da IVA.

Abbiamo parlato di regolamentazione delle criptovalute all’estero in questo articolo.

Niente IVA per le valute virtuali in Georgia. Lo dice un disegno di legge. Su cui campeggia la firma del ministro delle Finanze, tale Nodar Khaduri.

Più in generale, la norma parla di regolamentazione del mercato delle monete virtuali nel Paese ex sovietico. E’ rivolta a stabilire gli aspetti fiscali del settore. Tanto per le entità che commerciano in criptomonete, quanto per quelle che invece le ottengono col mining.

Citiamo la definizione di valuta decentralizzata.

Così come espresso dalla proposta contenuta nel disegno di legge in questione.

Le criptovalute sono asset digitali scambiati elettronicamente. Basati su una rete decentralizzata. Il loro commercio non richiede un intermediario affidabile. Sono gestite utilizzando la tecnologia a ledger distribuito.

Chiaramente, questa misura fiscale è rivolta ai soli residenti nella Repubblica di Georgia. Pertanto, essi possono ora scambiare criptomonete in valuta fiat, auspicabilmente con profitto, senza che la transazione risulti assoggettata all’IVA.

Una precisazione.

Il ministro Khaduri ha evidenziato che la moneta nazionale resta l’unica valuta a corso legale nel Paese. Si chiama lari georgiano. Non è quindi consentito effettuare pagamenti in nessuna altra moneta. Fiat estera o virtuale che sia.

Ancora, l’esenzione di IVA per le monete ottenute da mining riguarda il privato residente. Invece, non riguarda le società di mining localizzate nel territorio. Esse dovranno pagare l’IVA. Pertanto, questa mossa potrebbe comportare la delocalizzazione delle maggiori mining farm. Che dalla Georgia potrebbero muovere verso l’estero. Alla ricerca di Paesi a regime fiscale meno regolato.

Con l’occasione, ricordiamo come funziona la stessa regolamentazione in Europa. In dettaglio, fa fede la storica decisione del 2015 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La quale ha stabilito l’esenzione IVA per le transazioni in Bitcoin. Un passaggio fondamentale per la fiscalità delle criptovalute nella nostra area. Che assoggetta le monete virtuali alla valuta estera. Ossia, applica il regime di esenzione IVA per mera analogia.

Non solo. Con tale decisione, l’autorità europea implicitamente chiariva un altro aspetto. Che Bitcoin e criptomonete non avevano bisogno di una regolamentazione specifica. Bastava la sola interpretazione della legislazione già esistente. In altre parole, per le monete virtuali non esisteva alcun vuoto legislativo.

FONTE: https://news.bitcoin.com

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