in attesa dell’halving del Bitcoin: cresce l’hashrate

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L’imminente halving segna il crollo dei profitti del miner. Ed obbliga le società di mining a rinnovare il parco hardware. Nonostante tutto, l’hashrate del Bitcoin non mostra cedimenti. E guadagna nuovi record.

Abbiamo parlato di halving del Bitcoin in questo articolo.

Ci siamo quasi. A Satoshi Nakamoto piacendo, tra otto giorni avverrà l’halving del Bitcoin. Il nuovo dimezzamento del block reward. Nel mentre, l’hashrate del Bitcoin, segnale di interesse del mercato (e quindi, di domanda del bene), mostra pieno vigore.

Manifestando una netta ripresa dal periodo “buio” della pandemia, a metà marzo.

Che, beninteso, ha impattato a livello globale.

E non solo sui mercati della criptovalute. Qui sotto il grafico.

hashrate del Bitcoin - maggio 2020
hashrate del Bitcoin da marzo a maggio 2020 – fonte Blockchain.com

Tutto molto chiaro. A metà marzo sappiamo cosa è successo. Da allora, l’hashrate del Bitcoin segue un trend di robusta crescita. In dettaglio, a ormai 8 giorni dall’halving, l’hashrate del Bitcoin è cresciuto del 90% rispetto a marzo.

Certo, a marzo tanti miner avevano abbandonato il proprio lavoro. Anche in preparazione dell’halving. Per cui l’hardware meno recente, e meno efficiente, avrebbe smesso di funzionare in modo conveniente.

Ebbene, da allora l’hashrate ha toccato un nuovo record, superando 142m TH/s. Il precedente record era stato raggiunto l’8 marzo. Giusto prima del crollo dei mercati. Ed era di 123m TH/s.

A questo punto viene da chiedersi: come continuerà l’hashrate del Bitcoin dopo l’halving?

Senza creare falsi segnali, beninteso, ricordiamo una facile correlazione. Quella tra prezzo della criptovaluta ed hashrate. A marzo, per intenderci, il prezzo del Bitcoin era crollato a 3.600 dollari USA. E l’hashrate aveva subito una notevole contrazione. Da 123m a soltanto 75m TH/s.

Ci sta che, in piena crisi della moneta digitale e con l’halving ormai alle porte, molte società di mining abbiano colto l’occasione per sostituire i propri vecchi hardware. Essenzialmente, ASIC poco efficienti.

Alla lunga, l’halving sarà l’occasione per un “sano ribilanciamento“, come dice Johnson Xu. Capo di Research and Analytics di TokenInsight. Costui ipotizza che, in seguito all’halving, “una grossa percentuale dei miner di vecchia generazione, come gli S9s, verrà spenta“.

L’halving, continua Xu, porterà ad un rinnovamento della rete di mining:

Lo definirei un sano ribilanciamento. Che costringerà il network a diventare più efficiente. Una rete nella quale i miner possono generare margini di guadagno adeguati.

L’halving del Bitcoin causerà il caos nel breve termine. Ma, una volta che la difficoltà del network verrà ribilanciata e rientrerà in uno stato di equilibrio, la rete tornerà rapidamente in una posizione di stabilità.

Insomma, l’halving necessariamente sarà un evento traumatico. Perché nasce da un evento tecnico di forte discontinuità: da un certo blocco in poi, i guadagni del mining si dimezzano. Ma, dopo l’inevitabile trauma, il mercato ritroverà il proprio fruttuoso equilibrio.

FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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