impennata del Bitcoin nel 2020, secondo Tom Lee

Thomas Lee e Bitcoin

In queste ore il Bitcoin ha perso tantissimo. Ha superato diverse resistenze e non è chiaro se il bottom sia vicino. Ma nulla di diverso succede ai mercati tradizionali. Ed alle economie mondiali in genere. Mentre il breve termine è dominato dal panico del COVID-19, Tom Lee è sicuro che, nel corso dell’anno, il Bitcoin segnerà nuovi traguardi positivi. Grazie a cinque fattori. Uno dei quali è proprio il coronavirus.

Abbiamo parlato di pareri autorevoli sulle criptomonete in questo articolo.

Conosciamo Thomas (Tom) Lee ed il suo entusiasmo per il Bitcoin. Il noto fondatore di Fundstrat Global Advisors. Ebbene, durante l’evento Blockchain Economy 2020 della scorsa settimana, a Istanbul in Turchia, Lee ha detto la sua. Ed ha spiegato come mai, secondo lui, il Bitcoin aumenterà sensibilmente di prezzo nel 2020. Grazie a cinque fattori che ne amplificheranno la domanda.

Intanto, Lee sostiene che ormai blockchain e criptovalute la facciano da padrona nei futuri sviluppi della finanza:

Il più importante cambio generazionale nei prossimi venti anni ruoterà attorno alla rivoluzione del settore finanziario. E le più importanti tra queste tecnologie saranno blockchain e criptovalute.

Secondo lui, la comunità crypto sarà assolutamente ottimista nell’anno in corso.

E caratterizzerà un mercato fortemente rialzista:

Bitcoin è l’asset più performante del 2019. Ha battuto il ritorno dello S&P 500, che è stato il migliore in quasi 25 anni.

In effetti, il mercato azionario negli Stati Uniti ha registrato un anno da record. Eppure, il prezzo del Bitcoin ha triplicato quel rendimento. E ricordiamo che il 2019 è stato il quarto anno peggiore nella storia di Bitcoin. Tutto ciò porta, a suo dire, ottimismo per chi investe nelle criptovalute.

Vediamo allora i fattori da lui individuati.

Che dovrebbero alimentare e amplificare la crescita del prezzo della moneta virtuale nel 2020.

Tom Lee ha quindi elencato cinque motivi per cui Bitcoin sarebbe pronto ad essere il protagonista del mercato rialzista nel 2020.

Primo fattore: le presidenziali USA 2020. Finora, il governo Trump ha smorzato come ha potuto l’impennata del Bitcoin. Tra misure vessatorie per gli investitori e post su Twitter del principale detrattore, Donald Trump. Con le elezioni, secondo Tom Lee la pressione politica contro Bitcoin dovrebbe calare. Perché l’attenzione dei politici si sposterà altrove. Il che è positivo per le valute virtuali.

Secondo fattore: l’halving del Bitcoin.
Lo dicono i più. Lo dicono le statistiche dei precedenti halving. Il dimezzamento della ricompensa del mining del Bitcoin diminuirà la disponibilità della criptovaluta.

E quindi influenzerà positivamente il suo prezzo.

In dettaglio, Tom Lee osserva che la domanda di Bitcoin nel 2020 sarà superiore a quella dell’anno scorso. E l’offerta, come detto, calerà a causa del dimezzamento. Questo squilibrio si tradurrà, stima lui, in un aumento di quasi 100 miliardi di dollari nella capitalizzazione della valuta virtual.

Al momento, il prezzo di Bitcoin è di circa 10.000 dollari USA. E se seguirà l’esempio degli altri dimezzamenti, si potrebbe dire che c’è una grande probabilità che Bitcoin raggiunga un massimo storico quest’anno.

Terzo fattore: le tensioni geopolitiche tra USA ed Iran.
Il 2020 è iniziato proprio con i contrasti tra gli Stati Uniti ed il Paese medio orientale. Ciò influenzerà, dice Tom Lee, il prezzo dei Bitcoin per il resto dell’anno. In situazioni di rischio geopolitico, infatti, tipicamente aumenta la domanda per i beni rifugio. Come il Bitcoin.

Quarto fattore: la media mobile a 200 giorni.
A gennaio scorso la criptovaluta è tornata sopra la sua media mobile a 200 giorni. Spiega Lee:

Quando un asset viene scambiato al di sopra della sua media mobile a 200 giorni è considerato in un trend rialzista. Ciò è particolarmente vero per il Bitcoin. Inoltre, i numeri confermano che l’andamento assomiglia molto al 2012. Penso che ci sia anche la possibilità che Bitcoin possa arrivare a circa 30.000 dollari quest’anno.”

Infine, quinto fattore: la diffusione del coronavirus.

In questo momento, borse mondiali e criptovalute segnano sensibili cali di prezzo dei principali titoli. Ma bisogna guardare lungo. A detta di Lee:

il rischio di una pandemia come il coronavirus sta aumentando la domanda per il Bitcoin e gli altri beni rifugio.

Secondo Tom Lee, con tutte queste condizioni al contorno il Bitcoin raggiungerà un prezzo almeno doppio di quello di inizio anno. Un nuovo massimo storico. E batterà abbondantemente il punteggio del Dow Jones. Staremo a vedere.

FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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