Mercoledì, 07 Marzo 2018 11:06

il dopo elezioni: cosa pensano gli italiani

Con le elezioni sono usciti vincitori grillini e leghisti, bocciati PD e FI. Ma guardiamo le elezioni da un'altra angolatura: noti i temi che ogni partito prometteva di affrontare a suo modo, attraverso il voto cosa hanno risposto i cittadini?

Torniamo a parlare di elezioni, dopo questo articolo. Abbiamo detto tutto di chi ha vinto, delle possibili alleanze e delle comunanze di programma tra un candidato premier e l'altro. Ora passiamo a capire i temi che hanno vinto, ossia le scelte che - attraverso le scelta dei nomi - hanno operato i cittadini.

Flat tax e reddito di cittadinanza sono di certo i temi uscenti dall'elettorato, associati rispettivamente a leghisti e grillini. Mentre perdenti sono i temi portati in dote dal centro sinistra, PD e Liberi ed Uguali in particolare. Ossia, da ciò risulta una completa bocciatura di cinque anni di governo - di fatto - di centro sinistra (Jobs Act, cosiddetta 'buona scuola' e via dicendo con tutte le leggi - slogan) e delle proposte di Pietro Grasso su tassa patrimoniale, eliminazione delle tasse universitarie, ripristino dell'art.18 per le aziende sopra i 15 dipendenti, al fine di contrastare la precarietà del lavoro.

Altro tema bocciato dagli elettori e trascinato da Grasso è l'anti fascismo: il presidente del Senato uscente temeva il crescente pericolo fascista, peccato che Casapound (non è un partito fascista, beninteso, ma ha idee certamente di estrema destra) ha ottenuto appena lo 0,9 percento dei consensi.

Globalmente, sono stati sconfitti alle urne i temi del centro sinistra sull'immigrazione. Come lo 'ius soli', in realtà già accantonato da Matteo Renzi al termine della legislatura. Bocciate anche le idee di 'buonismo' sull’immigrazione e sul fatto che l'immigrazione di massa in Italia possa rappresentare una risorsa in termini economici e culturali, oltreché una soluzione alla bassa natalità. Decisamente diverse le posizioni, appunto, dei vincitori delle elezioni, come grillini leghisti e fratelli d'Italia: pugno più duro contro i clandestini, seppure i grillini con accenti meno netti degli altri due.

Poi, c'è il tema dell'Europa: con il voto si è sposato l'approccio euro scettico di Matteo Salvini, ancorché Silvio Berlusconi, perdente ai seggi, a suo tempo quando era premier avesse assunto posizioni critiche verso le istituzioni comunitarie.

Bocciatura completa anche alle idee di Emma Bonino: +Europa avrebbe voluto una maggiore integrazione politica europea ed una politica fiscale a dir poco impopolare, farcita con maxi aumenti dell'IVA, reintroduzione dell'IMU sulle prime case, in cambio del taglio di IRPEF e IRAP. Ancora, la Bonino sull'immigrazione proponeva porte aperte con finalità di sostegno alla demografica declinante dell'Italia. Complimenti per il coraggio delle idee, certo, ma tutto bocciato dal popolo sovrano.

Insomma, l'elettorato ha espresso una netta propensione non europeista ed una parallela diffidenza verso Bruxelles. Soprattutto, si è manifestato in cerca di soluzioni a problemi concreti, e non ad interrogativi intellettuali di dubbia applicazione pratica quotidiana (come, appunto, ius soli e simili). Gli elettori vogliono pagare meno tasse, non vogliono un mercato del lavoro più rigido, vogliono vivere in un'Europa meno ossessionata dai vincoli e tutelando gli interessi nazionali. Infine, E, infine, vogliono più sicurezza, specie al nord, contro il lassismo degli ultimi anni nella gestione del fenomeno migratorio.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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