il Bitcoin crollerà ancora, dice Peter Brandt

Peter Brandt e Bitcoin

Tra le previsioni più pessimiste c’è quella di un entusiasta della moneta virtuale. Secondo lui il prezzo del Bitcoin scenderà sotto i mille dollari USA. Come dire, perderebbe circa l’80% del proprio valore. E tornerebbe indietro di parecchi anni. Davvero è possibile?

Abbiamo parlato di pareri autorevoli sulle criptovalute in questo articolo.

Peter Brandt torna a parlare di Bitcoin. Possibile, secondo lui, che il crollo del prezzo avvertito tra ieri ed oggi sia solo la prima avvisaglia di un abbattimento ben più importante.

Costui è un noto trader. Non soltanto di monete virtuali. Uno che conosce l’ambiente ed esercita l’attività dal 1980. Certamente non gli manca l’esperienza e non deve suscitare clamore per affermare il proprio nome.

Ebbene, veterano Peter Brandt sul suo canale Twitter mette in guardia gli investitori: il prezzo di Bitcoin potrebbe diminuire ancora. Vino a perdere un ulteriore 80%.

Sarebbe incredibile.

Perché già ora i mercati, virtuali e non, sono in fortissimo deficit. Questa notte, per la prima volta dopo oltre un anno, il prezzo di Bitcoin è sceso fino a 4.000 dollari. Mentre anche la finanza tradizionale subiva duri colpi.

Una reazione, di fatto, all’annuncio del presidente Trump che gli Stati Uniti avrebbero sospeso tutti i voli provenienti dall’Europa. Tanto che, nella paura che la pandemia da COVID-19 possa compromettere il personale che opera nei mercati tradizionali, il Chicago Mercantile Exchange (CME), il più importante exchange di prodotti derivati al mondo, ha annunciato la sospensione di ogni attività di trading:

Non è stato segnalato alcun caso di coronavirus sul trading floor o nell’edificio del Chicago Board of Trade. La riapertura del trading floor verrà valutata in base alle future indicazioni mediche sul coronavirus.

Ma torniamo ai Bitcoin ed a Peter Brandt. Il trader che, ricordiamo, aveva previsto abbastanza correttamente il crash delle criptovalute dopo la bolla di fine 2017 / gennaio 2018. Ed ora esprime un parere fortemente ribassista.

Brandt ha svolto la sua analisi tecnica.

In maniera disaffezionata. Imparziale ed asettica. Ecco il suo risultato:

Se interpreto il grafico senza parzialità, direi che il bottom è posizionato sotto i 1.000 dollari.

Il punto è che Peter Brandt non è un detrattore delle criptovalute. Tutt’altro. Brandt è un sostenitore del Bitcoin. Ha recentemente affermato che, nel medio periodo, assisteremo ad una crescita parabolica della moneta virtuale che porterà il prezzo a cifre astronomiche. Tipo 140.000 dollari USA.

Poi, ricordiamo che il trader aveva correttamente previsto il termine del crypto winter. Nei termini temporali da lui previsti, a metà luglio il prezzo del Bitcoin era praticamente raddoppiato. Insomma, le previsioni di questa persona non sono proprio “sparate a caso”.

Ma torniamo alla caduta del Bitcoin. Che, per la precisione, ha infranto i supporti a 5.500 e 5.200 dollari e raggiunto per pochi istanti il minimo di 3.782 dollari. Un valore bassissimo, uno dei più bassi degli ultimi due anni. Poi, ha rimbalzato con forza. Tornando dopo pochi minuti a circa 5.260 dollari.

Analogo tonfo – e rimbalzo – lo hanno subìto molte altre monete virtuali. Il prezzo di Ethereum ha perso il 24%. Il Bitcoin Cash il 28%. Ripple è tornato a 0,15 dollari, un prezzo tra i più bassi degli ultimi anni.

FONTE: http://twitter.com/PeterLBrandt

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