ieri Satoshi Nakamoto ha spostato Bitcoin minati nel 2009

Satoshi Nakamoto e Bitcoin

Il primo mistero sul Bitcoin: chi è Satoshi Nakamoto. Forse Craig Wright. Forse addirittura una organizzazione. Fatto sta che 50 Bitcoin minati nel 2009 sono stati spostati proprio ora. Dopo 11 anni.

Abbiamo parlato di Satoshi Nakamoto in questo articolo.

Forse è stato Craig Wright. O chiunque altro si nasconda dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, il “padre” del Bitcoin. Fatto sta che in questi giorni sono state trasferite monete restate ferme in wallet da 11 anni. Monete minate nel lontano 2009. Quando il Bitcoin era una parole sconosciuta alla pressoché totalità delle persone.

Ecco il wallet in questione: 17XiVVooLcdCUCMf9s4t4jTExacxwFS5uh. Qui sotto potete leggere le due transazioni successive.

bitcoin fermi su wallet dal 2009
transazioni del wallet con Bitcoin minati nel 2009 – fonte Blockchain.com

Sì. Avete letto bene. il 9 febbraio 2009 sono stati accreditati a questo wallet 50 Bitcoin. Si tratta con ogni probabilità della block reward per il mining di un blocco. Anche perché, all’epoca, non esistevano exchange.

Anzi, non esisteva il prezzo del Bitcoin.

Il primo tasso di cambio dichiarato per il Bitcoin, diciamo il primo prezzo del Bitcoin, risale al 5 ottobre 2009. Otto mesi dopo. Pensate, con un dollaro si ottenevano più di mille Bitcoin. 1.309 Bitcoin, per la precisione.

Magari state pensando:

E se avessi comprato Bitcoin all’epoca, ora quanto avrei?

Meglio non pensarci. Oggi il Bitcoin viaggia intorno ai 9.500 dollari. Quindi, anche solo 10 dollari investiti in Bitcoin allora, ad ottobre 2009, e conservati gelosamente, oggi varrebbero…

poco meno di 125 milioni di dollari.

Appunto. Meglio non pensarci. Torniamo al fantomatico wallet con 50 Bitcoin minati ad inizio 2009 e poi lasciati fermi per i successivi 11 anni.

Finalmente, ieri ha spostato tali monete. In due wallet: 40 Bitcoin sono andati a un change address e sono da allora rimasti inattivi.

Gli altri 10, invece, sono stati spostati verso un MultSig address, come dimostra la cifra iniziale dell’indirizzo di destinazione. E, da lì, la catena di transazioni diventa più difficile da tracciare, con i Bitcoin ulteriormente suddivisi tramite una complessa rete di output. Messa in opera apposta per non far capire chi veramente li riceve.

Torniamo alla domanda iniziale: di chi è questo wallet?

Ossia, chi lo ha aperto nel 2009? All’epoca della transazione di 50 Bitcoin, ossia il 9 febbraio 2009, poche, pochissime persone conoscevano il Bitcoin. Meno persone ancora erano dediti al mining della criptomoneta. La community, infatti, ipotizza che le monete possedute dal creatore del Bitcoin siano suddivise fra numerosi wallet.

ATTENZIONE! Custodisci sempre Bitcoin e monete virtuali in un hardware wallet. L’unica vera soluzione contro gli hacker. Tra le soluzioni più sicure, segnaliamo Ledger e Trezor.

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Se non Satoshi Nakamoto, il wallet potrebbe appartenere a Martti Malmi. Nickname Sirius, costui si dedicò alla programmazione del software alla base del Bitcoin, insieme a Satoshi Nakamoto.

O potrebbe appartenere alla famiglia del defunto Hal Finney. Il programmatore della PGP Corporation che ricevette, proprio da Satoshi Nakamoto, la prima transazione in Bitcoin. Era il 12 gennaio 2009, un mese prima dei 50 Bitcoin nel wallet in parola.

Resta poi in piedi un’ultima ipotesi. Che il wallet sia stato “riesumato” dopo così tanto tempo da un hacker che è riuscito ad individuarne le chiavi private con metodi brute force. Un evento possibile. Ma, tecnicamente, assai improbabile.

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