hashrate e prezzo del Bitcoin: uno strano binomio

Fino ad una settimana fa, si dava per buono una fatto. Che hashrate e prezzo della criptomoneta fossero legati da un rapporto di proporzionalità diretta. Ma, negli ultimi giorni, le regole cambiano. Prima crolla (apparentemente) l’hashrate. Poi torna rapidamente su. Il prezzo, invece, cala soltanto. Che succede?

Abbiamo parlato di andamento dell’hashrate in questo articolo.

Possiamo definitivamente abbandonare la presunzione che hashrate e prezzo del Bitcoin vadano di pari passo. Guardiamo l’andamento dell’hashrate degli ultimi giorni, con l’immagine che segue.

grafico hashrate del Bitcoin
hashrate della rete Bitcoin – fonte: blockchain.com

Il 23 settembre, si legge, l’hashrate è passato da poco meno di 100 trilioni di hash al secondo a meno di 70 trilioni di hash al secondo. Qualcosa come un 30% di calo. In realtà, secondo le stime effettuate, per alcuni minuti il calo registrato è giunto al 40%. Più precisamente, il sito web di statistiche Coin Dance ha stimato che l’hashrate del Bitcoin è passato da 104 a 57 trilioni di hash al secondo.

Ma tale crollo è durato poco. Come vediamo dal grafico, l’hashrate ha presto recuperato e raggiunto, nuovamente, una quota record. Parliamo di 114 trilioni di hash al secondo, vicinissimo al record storico raggiunto una decina di giorni prima, pari a 121 trilioni di hash al secondo.

Sappiamo bene che il valore di hashrate ci rende la misura di quanta potenza di calcolo sia impegnata in mining per la rete del Bitcoin.

Da cui si deduce (si deduceva) un forte interesse a medio lungo termine nella valuta virtuale. E quindi un sentimento positivo degli investitori che conduce ad un rialzo dei prezzi.

Insomma, gli esponenti della comunità di criptomonete ha sempre, finora, considerato l’andamento dell’hashrate come legato direttamente a quello del prezzo della moneta virtuale. Da cui l’allarme quando hanno notato il crollo di hashrate.

In effetti, al crollo dell’hashrate è seguito, il giorno dopo, quello del prezzo: la coppia BTC/USD ha registrato un calo del 15%. Fatto che ha rafforzato la teoria di chi ritiene che il prezzo segua l’hashrate. Ma, come abbiamo visto, la legge è stata “violata” quando al rialzo dell’hashrate non è seguito quello del prezzo, tuttora in sofferenza.

Una spiegazione potrebbe essere questa. Che i grafici online dell’hashrate, disponibili in vari siti web, ci danno in realtà solo un’idea della reale potenza di calcolo della rete Bitcoin.

Perché, in verità, è pressoché impossibile misurare con precisione l’hashrate. E’ solo una stima, che può risultare completamente sballata appena, ad esempio, si verifica un block time insolitamente lento.

Insomma, l’hashrate istantaneo può non essere preciso. Anzi, può essere completamente errato. E comunque non è un buon indice per misurare la variazione istantanea di prezzo. Ancora ci chiediamo, a questo punto, come mai si sono verificate le perdite di prezzo del Bitcoin di questa settimana. E quanto ci vorrà per recuperarle.

FONTE: https://www.blockchain.com

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