grazie ai tumulti, aumenta la domanda di Bitcoin ad Hong Kong

proteste a Hong Kong

Leggiamo dalle cronache dei contrasti tra Hong Kong e Cina. Tumulti urbani, proteste e caos sociali. Come lecito attendersi, una tale situazione genera un aumento di domanda per beni di rifugio. Oro e Bitcoin.

Abbiamo parlato di andamento del Bitcoin in questo articolo.

Hong Kong e Bitcoin. Un binomio decisamente più forte in queste ultime settimane. Complice il clima politico e sociale. In qualche modo grazie alla furibonde proteste di piazza, infatti, il prezzo del Bitcoin è sensibilmente aumentato nel territorio autonomo cinese.

Risulta infatti credibile la tesi secondo cui le tensioni politiche e le proteste urbane hanno contribuito ad innescare una pesante domanda di criptovaluta. Ce lo confermano i dati di LocalBitcoins. La nota piattaforma peer-to-peer di scambio di criptovalute. Ebbene, secondo tali dati il valore del Bitcoin a Hong Kong è più alto della media globale. E non di poco: circa 300 dollari USA in più rispetto al resto del mondo.

Il fatto che c’entri la confusione politica ed economica ce lo testimonia un fatto parallelo.

Ossia, la tramontata stabilità politica in Argentina. Ed il conseguente crollo del valore della moneta fiat locale, il peso argentino. Risultato: gli investitori si rivolgono alle criptomonete, Bitcoin innanzitutto, come bene di rifugio. E ciò, chiaramente, comporta un locale aumento dei prezzi. Analogamente a quanto detto per Hong Kong.

Rayne Steinberg è CEO del fondo d’investimento in criptovalute Arca. Costui ha dichiarato:

Il Bitcoin sta divenendo una sorta di ultima risorsa in aree afflitte da estrema svalutazione monetaria e incertezze politiche.

Dovey Wan è fondatore di Primitive Ventures. Costei ha però aggiunto che Cina ed Argentina presentano due scenari economici diversi. Secondo lei, il repentino aumento del prezzo del Bitcoin in Argentina sarebbe in buona parte legato alla sua scarsa liquidità locale:

C’è una differenza chiave. In Cina è presente un’offerta di Bitcoin sufficiente. Ci sono, infatti, molti miner ed altrettanti exchange. In Argentina, invece, non è presente questo livello di liquidità.

Insomma, anche senza scomodare formule matematiche possiamo concludere che, senza ombra di dubbio, il Bitcoin è diventato un bene di rifugio. Al pari dell’oro. Un bene, cioè, a cui gli investitori rivolgono la propria fiducia ed i propri denari quando si verificano situazioni di instabilità politica ed economica. In tali situazioni, evidentemente, la moneta fiat e le banche centrali non ispirano analoga fiducia verso gli investitori.

FONTE: https://it.cointelegraph.com

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