fork Ethereum: tutto a posto, si va avanti

Ethereum - Constantinople hard fork

Il fork “Costantinople” dell’Ethereum era stato più volte rimandato. Ora finalmente è avvenuto. Nessun problema, nessun bug: a parte i miner, tutti gli altri che detengono questa moneta non devono fare assolutamente nulla. Avanti tutta per il Proof of Stake.

Abbiamo parlato di fork di criptomonete in questo articolo.

Prima questione importante da ricordare: questo hard fork modifica radicalmente la blockchain di Ethereum (come sottolinea il termine hard fork). Ma non crea nessun nuovo token, come invece è accaduto a novembre per il Bitcoin Cash (con i disastrosi effetti che ricordiamo).

Pertanto, lato utente, non c’è bisogno di fare nessuna operazione: in automatico, le nuove transazioni di moneta interrompono la vecchia blockchain e seguono la nuova. Invece, i miner ed i gestori dei nodi di Ethereum dovranno, evidentemente, aggiornare alle ultime versioni dei propri client per tenere conto degli aggiornamenti introdotti dal fork.

In dettaglio: se avete monete presso un exchange (Coinbase, Kraken, Poloniex, Binance eccetera), su un online wallet (Metamask, MyCrypto, MyEtherWallet) o un hardware wallet (Ledger, Trezor eccetera) non dovete fare nulla: i vostri token di Ethereum sono trasferibili senza alcuna differenza a voi visibile.

Diversamente, se siete miner dovete scaricare una versione aggiornata del vostro client, come di seguito:

  • Geth client v1.8.23
  • Parity client v2.2.10-stable
  • Harmony client v2.3 Build 74
  • Pantheon client v0.9.1
  • EthereumJS VM client v2.6.0
  • Nethermind client v0.9.4
  • Ethereum Wallet / Mist v0.11.1

E parliamo di cosa si aggiorna nel funzionamento della rete Ethereum.

Si tratta di quattro EIP (Ethereum Improvement Proposal): non cinque, come inizialmente progettato. Uno di essi, infatti, è rimandato ad un momento successivo.

EIP 145: è un aggiornamento tecnico che implementa in modo più efficiente il processing delle informazioni, noto come “bitwise shifting“. In sintesi, l’EIP aggiunge funzionalità native al protocollo in modo da rendere più semplici e meno costose alcune operazioni on-chain.

EIP 1052: altro aggiornamento tecnico per ottimizzare l’esecuzione di grosse moli di codice. In due parole, l’EIP rende più economico, cioè con meno dispendio di gas (il “costo” delle operazioni di Ethereum), l’esecuzione di diverse operazioni on-chain.

EIP 1014: si tratta di un aggiornamento per facilitare l’implementazione di soluzioni di scaling e transazioni off-chain. In dettaglio, l’EIP consente di interagire con gli indirizzi non ancora creati.

EIP 1234: è l’aggiornamento più discusso. Consente di ridurre il reward dei miner da 3 a 2 ETH (ossia, i miner guadagnano il 33% in meno) per ogni blocco. Ancora, l’EIP ritarda la difficulty bomb (l’algoritmo che aumenta in modo esponenziale la difficoltà di estrazione, in ottica Proof of Work) di circa 12 mesi. Ciò consente di dare tempo per aprire la strada al passaggio da Proof of Work (come noto, un metodo di conferma estremamente energivoro) a Proof of Stake (meno energivoro, ma affidato alla logica che più monete hai, più fiducia meriti).

Finalmente è avvenuto il fork – chiamiamolo network upgrade, viste le caratteristiche – e quindi la blockchain si è aggiornata a partire dal blocco 7,280,000. Inoltre, da ora si aggiunge una seconda testnet, a San Pietroburgo, per testare le nuove caratteristiche in un ambiente protetto e quindi senza rischi per la comunità di utilizzatori di Ethereum. Nel frattempo, abbiamo altri 12 mesi per consentire il passaggio “vero” al meccanismo di conferma Proof of Stake.

FONTE: https://www.cryptominando.it

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