Lunedì, 18 Giugno 2018 09:28

figlio di separati in vacanza: continua il mantenimento?

Lo sappiamo, tra separati spesso basta un nulla ed è subito litigio. Come nel caso delle vacanze: se da genitore non affidatario portiamo in vacanza il figlio, possiamo ottenere la sospensione dell'assegno di mantenimento?

Riprendiamo, dopo questo articolo, a parlare di divorzio e vita da separati.

Anche le vacanze - anzi, soprattutto le vacanze - sono la situazione esplosiva in cui escono sempre spunti per litigare tra genitori separati. I risultati sono visibili nel numero di richieste che nell'anno vengono rivolte agli studi degli avvocati divorzisti da parte di clienti che vogliono conoscere i propri diritti: ecco, prima delle vacanze tale numero esplode.

Vediamo allora di rispondere ai principali dubbi.

Primo, chi paga la vacanza dei figli. Perché di soldi si parla, quasi sempre. Premesso - è chiaro - che ogni caso va valutato a sé, e quindi aai casi particolari si rimanda il necessario parere dell'avvocato, fuori tutto la regola base stabilisce che i genitori contribuiscano al 50 percento alle spese economiche extra, quindi sommate a quelle strettamente abitative, sanitarie o scolastiche. Lo dice il codice civile, articolo 147.

La questione però non è così semplice: non basta quanto abbiamo appena ricordato del codice civile. Altrimenti - mettiamola così - non si spiegherebbe il numero di discussioni per tale motivo e soprattutto il numero di avvocati a trattare la materia.

Infatti, il punto è che, proprio perché si tratta di spese straordinarie, queste andrebbero autorizzate da entrambi i genitori. Ma non succede quasi mai: è sempre uno dei due a dover essere più accomodante e, in alcuni casi, a dover completamente sostenere il costo della vacanza pur di non far rinunciare al figlio tale momento di svago insieme. Insomma, sotto ' ricatto' uno dei due abbozza e paga tutto il conto della vacanza del figlio.

E' normale, allora, che lo stesso genitore, che paga per intero una spesa che dovrebbe invece essere equamente ripartita, pretenda almeno di sospendere durante la vacanza l'assegno di mantenimento. Ma è un errore, almeno da un punto di vista legale.

E' un errore - purtroppo spesso mal sostenuto da alcuni avvocati divorzisti che magari hanno interesse a mettere benzina sul fuoco - pensare che, durante il periodo che i figli trascorrono in estate con il genitore non affidatario, possa essere sospeso l'obbligo di corrispondere l'assegno di mantenimento precedentemente pattuito.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione (sentenza del 8 settembre 2014, n. 18869) e lo ha confermato  e confermato anche il tribunale di Milano (sentenza del 1 luglio 2015): l'assegno mensile di mantenimento non è in alcun modo riferito alle spese di quel particolare frangente, ma è una rata di un importo calcolato su base annua, fisso ed immutabile fintantoché restano valide le premesse generali del suo calcolo. Insomma, se vogliamo portare in vacanza nostro figlio e decidiamo, 'pro bono pacis', di sostenerne le spese per intero, non abbiamo alcun diritto a pretendere uno 'sconto' sull'assegno di mantenimento. Quello, in poche parole, non si tocca.

Tiriamo le somme. Se vogliamo essere accomodanti, e sostenere per intero le spese per le vacanze, allora poi non dobbiamo lamentarci verso l'assegno di mantenimento. Se invece per noi il soldo è un problema, o comunque non vogliamo essere troppo accomodanti con l'ex coniuge, l''unica strada è pretendere l'equa ripartizione delle spese per le vacanze del figlio. A rischio, ovviamente, di usarlo come arma per le nostre ripicche personali.

 

FONTE: https://www.investireoggi.it

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