Fidelity: pochi asset manager davvero conoscono le criptovalute

Fidelity Investments

Detto diversamente, la maggior parte dei gestori finanziari ancora non ha preso conoscenza e confidenza con le opportunità e gli strumenti delle valute virtuali. Diciamo che è ancora in fase di studio, nel migliore dei casi. Ma non ne comprende appieno le potenzialità.

Abbiamo parlato delle criptovalute e Fidelity in questo articolo.

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Per il direttore di Fidelity, Michael Derbin, troppo pochi sono ancora gli asset manager capaci di trarre vantaggio dalle tecnologie e le opportunità dei mercati crypto. La valutazione di Fidelity, cioè, è che i vari consulenti e manager finanziari debbano ancora acquisire le necessarie conoscenze approfondite in materia di asset digitali.

Derbin ce lo spiega in una intervista in occasione della Reuters Digital Asset Week. Pubblicata a questo link. Nella quale parla di solo pochi asset manager davvero “specializzati” ed “a proprio agio” con le criptovalute e la tecnologia sottostante.

Sanno quello che stanno facendo. E cosa più importante anche la loro base di investitori finali sa quello che fa. Ma la stragrande maggioranza è ancora in modalità studio.

Già, in “modalita studio“. Insomma, ben lontano dal padroneggiare gli strumenti dei mercati crypto.

Fidelity Institutional, ricordiamolo, è una divisione di Fidelity Investments. Con un portfolio di 9.800 miliardi di dollari in asset dei clienti. Almeno, questa la cifra di fine 2020. Si tratta quindi di uno dei più grandi investment manager al mondo. Tra l’altro, uno dei primi ad abbracciare le criptovalute. Con il lancio, a fine 2018, di una controllata specializzata proprio in tale classe di asset.

D’accordo, esiste un certo divario di conoscenze tra chi è più e chi meno al passo con le tecnologie crypto.

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Tuttavia, sottolinea il direttore di Fidelity, la domanda per investimenti in tali asset è costantemente in crescita. Soprattutto tra i grandi investitori. Gli ultimi due big players sono Tesla e Bank of New York Mellon. Grandi società che, ultimamente, si sono avventurate nel settore crypto. Rincorrendo, ed influenzando, l’onda del bull market.

La posizione di FidelityDigital Assets, espressa ad ottobre 2020 e sicuramente ancora valida, è in un report visionabile, per gli iscritti, a questo link. In sintesi, si dice che, nel prossimo futuro, il crescente interesse istituzionale farà aumentare il market cap del Bitcoin. Di centinaia di miliardi di dollari. Per cui, i portfolio manager potrebbero aumentare significativamente la redditività assegnando una porzione delle proprie risorse proprio alla criptovaluta.

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FONTE: http://www.reuters.com/

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