FC Barcelona e Manchester City revocano gli accordi crypto

calcio e blockchain

FC Barcelona e Manchester City fanno un passo indietro sugli accordi crypto. Ed annullano le partnership esistenti. Avrebbero dovuto effettuare controlli più attenti a suo tempo sulle aziende crypto in questione, pare. E non essere attirati solo dalla prospettiva di grandi guadagni.

Abbiamo parlato di sport e crypto in questo articolo.

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Duro colpo per il settore sportivo. Le squadre di calcio del Barcelona e del Manchester rescindono i loro contratti di partnership con le aziende crypto. Segno che, forse, a suo tempo hanno fatto il passo più lungo della gamba.

Le società del calcio hanno subito un duro colpo durante la pandemia di coronavirus. Insieme a tante altre aziende su scala globale. Molti campionati sono stati sospesi. Le squadre hanno per molto tempo giocato senza pubblico. Allora, i club sportivi hanno iniziato a esplorare nuovi flussi di reddito. Anche grazie a partnership con il settore crypto. Con accordi a prima vista attraenti.

Sta di atto che, nell’ultimo anno, sono nate tante partnership tra società e startup crypto con grandi club sportivi. Persino squadre nazionali e rinomate unioni di club hanno preso parte alla nuova tendenza.

Ma le cose sono recentemente cambiate.Con grande sorpresa, FC Barcelona e Manchester City, due dei più grandi club calcistici in Europa, hanno deciso di rescindere gli accordi di sponsorizzazione con aziende crypto. Ecco il link dell’annuncio su Bloomberg.

In dettaglio, il Barcelona ha cancellato la sua partnership con Ownix. Il marketplace di token non fungibili, gli NFT. Addirittura, a seguito dell’arresto di Moshe Hogeg. L’imprenditore crypto israeliano e uno dei consulenti della compagnia.

Parimenti il Manchester. Ha sospeso l’accordo con 3Key. Pensate, appena una settimana dopo l’annuncio che sarebbe stato il suo partner regionale per “analisi di trading nella finanza decentralizzata e tecnologia consultiva“.

Peraltro, le società sportive sono globalmente in ansia per unirsi al previsto hype intorno agli NFT.

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Infatti, secondo le previsioni di Morgan Stanley, quello dei Non-Fungible Token potrebbe diventare un mercato a dodici cifre entro il 2030.

Ne parla Timothy Mangnall. Titolare dell’agenzia NFT Capital Block. Specializzata nel supportare i club sportivi nell’ingresso nel mondo delle crypto e dei token non fungibili. Ebbene, costui spiega al portale di news crypto Cointelegraph che i club fanno talvolta pochi controlli. Possono così dimenticare di eseguire le dovute verifiche di base su compagnie e professionisti prima stringere accordi commerciali a lungo termine.

Il fatto strano che il Barcelona era stato contattato da diversi marketplace di NFT.

Ma ha poi stranamente deciso per la partnership con Ownix. Un brand piuttosto sconosciuto, spiega Mangnall.

A mio avviso, questo mostra che il Barcelona ha considerato solo il denaro sul tavolo. Invece di seguire la stessa procedura per qualsiasi altro accordo di sponsorizzazione. Cioè, un’adeguata due diligence.

Va poi aggiunto che il mercato crypto è colmo di piccoli progetti NFT pronti a siglare accordi ambiziosi con club sportivi. Per somme dieci volte più grandi dei principali exchange. Questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per qualsiasi club. Ossia, è necessario rafforzare il processo di analisi interno delle società. E studiare a fondo sia la compagnia che i suoi proprietari.

La tokenizzazione è un servizio blockchain che attira grande interesse verso importanti compagnie. Lo sostiene Ahmet Usta. Coautore di Blockchain 101. E cofondatore dei progetti NFT Avaxtars e Crypto Mandala.

I club puntano naturalmente a ottenere rendimenti elevati da fan di token e NFT come gli early adopter. Tuttavia, dovrebbero concentrarsi sull’aggiungere valore ai propri token e NFT. Con innovazione e solidi modelli commerciali.

Gli NFT sono qui per restare e faranno parte del nostro futuro. Ecco la sintesi di Mangnall. “I club non dovrebbero temere di lasciarsi sfuggire l’attuale hype. Ma fare un passo indietro per comprendere il settore. Ed elaborare una strategia per i prossimi tre anni come minimo“.

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FONTE: https://www.bloomberg.com/

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