Mercoledì, 02 Gennaio 2019 10:42

fatturazione tra privati: con l'anno nuovo si passa al digitale

Dopo l'introduzione della fattura digitale verso la PA, ora si passa all'obbligo, dal primo gennaio, della fatturazione digitale anche tra privati. Vediamo come.

Torniamo a parlare, dopo questo articolo, di fattura digitale.

Nei mesi precedenti, per chi se ne è accorto, è andato a regime il sistema di fatturazione digitale verso la Pubblica Amministrazione (fattura PA). Ora, da inizio anno nuovo, è la volta della fatturazione digitale tra privati (fattura B2B) obbligatoria dal primo gennaio 2019.

Salvo alcune categorie particolari, esentate, per tutti i privati diventa infatti obbligatorio anche per i privati produrre ed inviare all'autorità fiscale nazionale un file debitamente compilato e firmato contenente tutte le informazioni sul soggetto venditore, il prodotto o servizio venduto ed il soggetto acquirente. Lo prevede la manovra finanziaria dello scorso anno, recentemente approvata. Chi non si adegua, ovviamente, va incontro a sanzione, compresa tra 90 e 180 percento dell'imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio. Beninteso, l'eventuale fattura cartacea prodotta 'come al solito' non ha da ora più alcun valore.

Aggiungiamo un'altra informazione: il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2019 ha introdotto una serie di novità per dettagliare i casi di non applicabilità delle sanzioni sui ritardi, per l'intero primo semestre del nuovo anno.

Scendiamo in dettaglio, e vediamo cosa è la fatturazione elettronica. In breve, è una fattura in formato digitale, ossia un file che contiene di massima gli stessi dati prima riportati in forma cartacea. Segue uno standard preciso: la FatturaPA in XML (eXtensible Markup Language), un formato di file tipicamente usato per moduli precompilati e riconosciuto dalla maggior parte dei lettori di testo. Una volta compilato, il file va trasmesso al Sistema Di Interscambio (SDI) dell'autorità fiscale nazionale. Formalmente, è un concetto introdotto con la legge finanziaria 2008, al tempo in cui l'Unione Europea ha invitato gli Stati membri a prevedere un quadro normativo e tecnologico idoneo a gestire in maniera elettronica tutto il sistema di fatturazione e di controllo fiscale. In finale, i file prodotti come fatture digitali vanno conservati per dieci anni.

Tra gli esentati dalla norma possiamo anticipare quelli in regime di IVA speciale e, atteso un provvedimento dedicato da parte del garante della privacy, tutti gli operatori sanitari.

Ribadiamo gli obiettivi del legislatore nel passare alla fatturazione digitale. Intanto, sono obiettivi che discendono dalle normative e linee di indirizzo europee (riferiti alla Direttiva 2014/55/UE del 16 aprile 2014, relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici). Si possono riassumere in due punti:

- generare risparmi derivanti da un incremento dell'efficienza dei controlli finalizzati al contrasto all’evasione e, da ciò, avere una migliore allocazione delle risorse disponibili per la gestione della spesa pubblica

- dematerializzare i processi delle imprese, incrementando con ciò la competitività del sistema paese con benefici che sono decisamente superiori al semplice incremento efficienza degli adempimenti fiscali. Inoltre, completare il processo di evoluzione verso il digitale da parte di tutte le imprese che troveranno, nell'adesione al cosiddetto piano industria 4.0, la concretizzazione della gestione digitale della produzione per beni e servizi.

Enfatizziamo il fatto che gli attesi vantaggi economici non deriveranno da minori costi di stampa e spedizione (abolizione del cartaceo) ma dalla completa automazione e integrazione dei processi tra le parti, che generano una riduzione e ottimizzazione dei costi: è la fine di data entry manuale, errori di registrazioni e  smarrimenti. Ancora, si attendono ridotti rischi di falsi e di duplicazioni, tramite la riconciliazione automatica dei dati ed i processi autorizzativi con controlli sui dati fattura più efficienti, e riduzioni di errori nei pagamenti e dei tempi medi di pagamento. E' parimenti la fine di tempi e costi di stampa, spedizione, di costi per marca da bollo, di esigenza di spazio fisico in cui conservare le fatture cartacee.

Premesso tutto ciò, vediamo la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Come detto, è un obbligo già in vigore dal 2016. Riguarda tutti i soggetti IVA. Segue, stranezza italiana, uno standard diverso da quello diversamente riconosciuto in Europa. Infatti, mentre il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha predisposto uno standard fatto di un elenco di sintassi e relativa mappatura sintattica, ha pubblicato la 'Relazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio sulla valutazione della norma europea sulla fatturazione elettronica' ed ha richiesto, su Gazzetta Ufficiale UE, l'adeguamento a tale norma entro il termine di 18 mesi da parte di tutti gli Stati membri, a variante di tutto ciò l'Italia ha scelto un formato proprietario nazionale, quello cosiddetto 'FatturaPA', con il motivo di avere una adesione massiccia e rapida all'adempimento ed ottenere subito una parte dei benefici possibili.

Arriviamo quindi alla fatturazione elettronica estesa ai B2B (i privati). Con la legge 205/2017 e tramite la circolare del 30 aprile 2018 dell'Agenzia delle Entrate, che contiene le regole tecniche applicative, dal primo gennaio 2019 anche tutti i privati - esclusi come detto piccole partite IVA in regime minimi o forfettari (rispettivamente, 'regime di vantaggio' previsto dall'art. 27 comma 3 del decreto legge n. 98/11 e 'regime forfettario' previsto dalla legge n. 190/14), operatori sanitari e pochi altri - dovranno emettere fattura elettronica per le operazioni effettuate nei confronti di altri privati titolari di partita IVA, assunto che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi siano effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

In dettaglio, tale fatturazione elettronica è analogo a quella per la PA: utilizza ancora lo standard 'FatturaPA' per trasmissione e ricezione, tramite il Sistema Di Interscambio, della fattura elettronica tra privati e la successiva conservazione digitale per i previsti dieci anni. Ricordiamo, ancora una volta, che in caso di inosservanza dell'obbligo di fatturazione elettronica tra gli operatori privati, l'emissione della fattura in formato cartaceo è da ritenersi inesistente - il documento si assume come non emesso.

Ripetiamo anche le sanzioni: contro le predette scadenze di decorrenza dell'obbligo di emissione della fattura elettronica, in caso di inosservanza dell'obbligo, come previsto dall’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 417/97, sono disposte sanzioni amministrative comprese tra il 90 e il 180 percento dell'imposta relativa all'imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio.

Infine, fino al 31 agosto 2019 o fino al 30 settembre 2019 (a seconda se la contribuzione IVA è trimestrale o mensile) è prevista una proroga ed una riduzione delle sanzioni. Tanto per far abituare i contribuenti in maniera meno traumatica.

Per quelli che si chiedono come produrre tecnicamente le fatture digitali - ossia, come adeguare il proprio sistema software di produzione delle fatture - sappiate che il mercato offre centinaia di software per tale scopo. Ancora, l'Agenzia delle Entrate ha sviluppato un portale dedicato, software apposito ed addirittura una App su cellulari. Cosa non si fa per stimolare il cittadino a pagare le tasse.

 

FONTE: https://www.agendadigitale.eu

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