Ethereum: fork Istanbul previsto il 4 dicembre

Ethereum 2.0 - hard fork Istanbul

Uno sviluppatore del token Ethereum conferma la data di lancio dell’attesissimo fork Istanbul. Siamo vicini a Ethereum 2.0?

Abbiamo parlato della blockchain di Ethereum in questo articolo.

Péter Szilágyi è team leader della Ethereum Foundation. Un importante sviluppatore della piattaforma che regge la nota criptomoneta. Attualmente la seconda criptomoneta per capitalizzazione, più precisamente.

Ebbene, costui ha diffuso la notizia sulla data di attivazione del prossimo fork. L’attesissimo fork Istanbul della piattaforma di Ethereum.

Si è affidato al consueto canale di diffisione “urbi et orbi“. Twitter. Nel suo canale personale, con due messaggi pubblicati in data 7 novembre, Szilágyi ha fatto sapere che Istanbul sarà attivo a partire dal blocco numero 9.069.000.

Facciamo due conti, basandoci sul block explorer di Ethereum (Etherscan.io). Oggi siamo intorno al blocco 8,9 milionesimo. Mediamente in un giorno vengono aggiunti più di 6 mila blocchi.

Risultato, il blocco annunciato per il fork Istanbul di Ethereum sarà raggiunto intorno al 4 dicembre.

Lo sviluppatore ha anche fornito agli operatori dei nodi Geth sul mainnet un link contenente una release progettata appositamente per inizializzare il fork. Ricordiamo che Geth è il più popolare dei client utilizzato sulla blockchain di Ethereum. L’altro è Parity. Evidentemente, analoga operazione di aggiornamento verrà effettuata su Parity. Diversamente, le vecchie versioni dei client non potrebbero utilizzare correttamente i nodi della rete aggiornati dal fork.

Per chi si facesse la domanda, ricordiamo un paio di elementi. A febbraio è avvenuto il fork Costantinople. Il quale ha implementato alcune caratteristiche, riconducibili a cosiddette EIP. Caratteristiche che vanno nella direzione di passaggio da PoW a PoS. Ossia, dall’algoritmo di consenso “energivoro” a quello più “green“.

Adesso, o meglio a dicembre, Ethereum implementerà il fork Istanbul. Con il quale sono attesi nuovi incrementi prestazionali. Maggiore resistenza della rete Ethereum ad attacchi DDos (Distributed Denial of Service). Maggiore interoperabilità tra la rete Ethereum e quella ZCash. E nuove importanti funzioni per gli smart contract.

Ma, soprattutto, il fork Istanbul prosegue il cammino della blockchain Ethereum verso una maggiore scalabilità.

Requisito indispensabile per la sopravvivenza della propria moneta virtuale. In dettaglio, Istanbul implementa un nuovo algoritmo ancora di tipo Proof of Work. Si chiama ProgPoW. Il quale riduce sensibilmente il vantaggio dei miner ASIC rispetto al mining con GPU. In altre parole, l’algoritmo ProgPoW brucia sensibili fette di mercato ai produttori dei dispositivi specializzati al mining. Application-Specific Integrated Circuit, appunto, progettati appositamente per risolvere uno specifico algoritmo di hashing e quindi minare una specifica moneta virtuale.

In realtà, il fork Istanbul di Ethereum è stato suddiviso in due fasi. Una prima parte è stata già attivata ad ottobre scorso. In altre parole, la versione attuale contiene già alcune EIP (Ethereum Improvement Proposals) promesse per Istanbul. A dicembre, appunto, si completa l’intero processo previsto per Istanbul.

A dicembre saremo allora ad Ethereum 2.0? Non ancora. Occorrerà pazientare qualche altro mese. Istanbul rappresenta infatti l’ultimo hard fork di Ethereum verso la transizione completa ad Ethereum 2.0. Prevista per il prossimo anno. Conosciuta con il nome di Serenity. E che cambierà definitivamente l’algoritmo di consenso della rete, da PoW a PoS (Proof of Stake). Rendendo possibile superare svariati problemi oggi ancora esistenti. Inerenti la scalabilità. La finalità economica. E, più importante di tutti, la sicurezza.

Già, la sicurezza. Ricordiamo che la sicurezza di una rete di criptovalute è affidata ad un unico concetto.

Quanto costerebbe all’attaccante superare le difese di una rete distribuita (e non centralizzata). Più costa, più la rete è sicura. Ebbene, proprio lo scorso mese Vitalik Buterin ha affermato quanto segue. Che, con l’algoritmo di consenso PoS, la blockchain di Ethereum sarà persino più sicura di quella di Bitcoin, che è PoW. Perché con la PoS sarà incrementato esponenzialmente il costo degli attacchi al network Ethereum.

Non tutti accolgono con entusiasmo la notizia dell’imminente attivazione di Istanbul. Aragon è un progetto software open source per la realizzazione di Decentralized Autonomous Organization (DAO) basate su piattaforma Ethereum. Ebbene, giusto questa settimana, i membri della comunità di Aragon, si sono dichiarati contrari all’introduzione dell’algoritmo ProgPow. Per voce di Jorge Izquierdo, CTO di Aragon One. Il quale ha affermato che la transizione ad Istanbul causerà l’interruzione di circa 680 smart contract attualmente in vigore sulla piattaforma Aragon.

FONTE: https://twitter.com/peter_szilagyi

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