Ethereum completa il fork Istanbul col supporto degli exchange

Ethereum 2.0 - hard fork Istanbul

Raggiunto un altro importante traguardo verso la aumentata scalabilità e sicurezza della blockchain della seconda moneta virtuale per capitalizzazione. Dal lato exchange, pressoché unanime supporto al fork di Ethereum.

Abbiamo parlato della blockchain di Ethereum in questo articolo.

Ha superato con successo lo scoglio del fork pianificato in questi giorni. L’hard fork Istanbul della blockchain di Ethereum è stato completato.

Soprattutto, ampio è stato il supporto e collaborazione offerto dalla comunità di utenti. Fatta di operatori dei nodi. Di miner. E di exchange. Tutti pronti e disponibili ad aggiornare rapidamente il software. E supportare così il fork Istanbul di Ethereum. Addirittura, alcuni exchange di monete virtuali hanno espresso il proprio intento di aggiornare i propri software prima che l’hard fork venisse completato. Tanto era l’entusiasmo e frenesia.

Facciamo qualche esempio.

Già il 5 dicembre scorso, l’exchange Binance aveva annunciato di voler supportare l’aggiornamento. Il giorno dopo, anche la filiale statunitense aveva confermato lo stesso intento.

Sabato scorso è stata la volta di Coinbase, altro importantissimo mercato di scambio di criptovalute. In un messaggio pubblicato su Twitter, ha spiegato di aver completato l’aggiornamento dei nodi. E di aver ripristinato, dopo il completamento del fork Istanbul, i depositi ed i prelievi per Ethereum e relativi token ERC-20.

Stesso supporto è stato assicurato dalla piattaforma exchange di Kraken. Sottoposta a manutenzione per aggiornare i nodi. E dalla piattaforma di scambio di Poloniex. Che ha confermato su Twitter il proprio supporto al fork Istanbul di Ethereum.

E non è finita. Bitfinex, ricordiamo, è l’exchange di monete virtuali che gestisce ed eroga la popolare stablecoin Tether. Ebbene, il 6 dicembre scorso ha fatto sapere di supportare l’hard fork.

Insomma, nel complesso l’hard fork è stato adottato dalla stragrande maggioranza della comunità. Al momento, non si segnalano eventi negativi o fenomeni di particolare gravità. Per i più tecnici, l’hard fork in questione comprende anche l’aggiornamento Muir Glacier. Quello che, in gergo, dovrebbe rallentare l’arrivo della “Ice Age” della rete di Ethereum, ossia la fase di rallentamento della mainnet.

FONTE: https://it.cointelegraph.com/

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